lunedì 2 dicembre 2013

lunedì 25 novembre 2013

Per una nuova aristocrazia europea.

 

Nobiltà ed Elite Tradizionali - Vent'anni dopo

 

   Venti anni fa, nel 1993, veniva presentata a Roma e Milano, con considerevole ripercussione sulla stampa, quella che sarebbe stata l’ultima opera scritta da Plinio Corrêa de Oliveira: «Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII». Oggi, gli avvenimenti sembrano dare nuova attualità al tema.  “In nome del Papa Re. Dai salotti la marcia sul Campidoglio”; “Professore brasiliano teorizza la controrivoluzione”; “La nobiltà al potere”; “Stemmi e corone rivendicano il potere”; “Un importante volume di Plinio Corrêa de Oliveira”. Ecco alcuni titoli apparsi sui giornali all’indomani del lancio in Italia del libro di Plinio Corrêa de Oliveira «Nobiltà ed élite tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII al Patriziato e alla Nobiltà romana» (Marzorati, Milano 1993).  “Stati generali dell’aristocrazia romana al completo”: così Il Tempo titolava il servizio sul lancio dell’opera a Roma, presentata nell’imponente Sala del Baldacchino di Palazzo Pallavicini, a due passi dal Quirinale. “Dobbiamo comprendere la portata dell’appello che sale dalla gente – ha sottolineato nella sua relazione il principe Sforza Ruspoli – il popolo vuole vedere incarnati i valori della preghiera, dell’azione, del sacrificio, che i nostri antenati santi, condottieri ed eroi testimoniarono a prezzo della vita”. A Milano, il libro è stato presentato a Palazzo Serbelloni, in concomitanza col Convegno Internazionale della Nobiltà Europea. A Napoli, la presentazione ha avuto luogo nell’Hotel Excelsior, alla presenza di S.A.R. Carlo di Borbone, duca di Calabria. Il successo è stato tale che anche la Repubblica ha dovuto ammettere tra i denti: “Napoli non ha mai perduto certi umori monarchici”. Il volume è stato successivamente presentato a Palermo, Padova, Firenze, Forlì, Tolentino, Torino, Verona, Genova, Gavi e altre città. L’opera di Plinio Corrêa de Oliveira, anche incoraggiata dal plauso internazionale, è stata pubblicata in 10 edizioni, tradotta in 6 lingue, diffusa in 32 paesi. Qual è il motivo di un tale successo? “Attualmente mi sembra che l’atteggiamento dell’opinione pubblica sulla nobiltà sia molto meno influenzato dagli errori della Rivoluzione francese di quanto non fosse fino a poco tempo fa”, spiegava Plinio Corrêa de Oliveira in un’intervista al mensile francese Le Nouvel Aperçu. In un mondo sempre più in rovina, in cui alla crisi economica si accompagna una crisi spirituale e culturale sempre più accentuata, sembra che molte persone cerchino sollievo elevando lo sguardo al simbolismo rappresentato dalla bellezza della Tradizione. Comincia a nascere in molti spiriti la nostalgia di un ordine naturale sano. Come il figlio prodigo, crescenti settori dell’opinione pubblica rimpiangono la rottura con la Tradizione, e anelano alla restaurazione della civiltà. Anelito che si manifesta, per esempio, nell’entusiasmo popolare per le feste di incoronazione e per i matrimoni dei reali.  Di fronte all’affermarsi di un certo pauperismo, la difesa delle legittime gerarchie – che altro non sono che un riflesso sociale della ricerca della bellezza e dell’eccellenza – diventa più attuale che mai. L’opera di Plinio Corrêa de Oliveira si staglia come un supremo sforzo in vista della salvezza della civiltà occidentale e cristiana. Ricordando un aspetto spesso trascurato del Magistero della Chiesa, il trattato intende proclamare la legittimità, anzi la fondamentale sacralità di una società gerarchicamente costituita, riscoprendo il ruolo delle élite, infondendo in esse il coraggio di riaffermare il loro tradizionale ruolo di influenza, tanto più necessario in un mondo come quello odierno in preda ad un disordine sempre più grande.

 

 Anticipando un tema del numero di dicembre della rivista Tradizione Famiglia Proprietà, ecco un articolo su questo importantissimo tema:

http://www.atfp.it/2013/111-dicembre-2013/885-ventanni-dopo.html

 

       Per eventuali richieste del libro, anche come originale regalo di Natale a qualche conoscente, al prezzo speciale di Euro 15,00, scrivete una mail a info@atfp.it oppure utilizzate l'apposito menu:

http://www.atfp.it/richieste-materiale.html

 

      Cordialmente, JULIO LOREDO
 
 

Newsletter dell'Associazione Tradizione Famiglia Proprietà — Novembre 2013 — 1


 
 

Vent’anni dopo

 

di Juan Miguel Montes

 

Nell’articolo “Resuscitando Darcy”, eloquente quanto ampio (un’intera pagina), pubblicato sul Corriere della Sera il 5 ottobre scorso, Maria Serena Natale scrive che “le monarchie non hanno mai goduto di tanta popolarità come nell’epoca della democrazia digitale: tra abdicazioni, matrimoni, scandali e incoronazioni in Gran Bretagna, Norvegia, Svezia, Danimarca, Spagna e Paesi Bassi attraggono attenzione mediatica e affetto sincero. Non è il risvolto politico che appassiona ma il velo lungo di Kate all’altare, quel mondo lontano di carrozze, fregi, stemmi e ricami. (…) Priva di quell’alone di sacralità, la repubblica non ha la stessa presa emotiva sulle masse. D’altronde quando la corona annulla le distanze dal mondo “borghese” nel tentativo di modernizzarsi, perde mordente. E il caso dei reali svedesi, che negli ultimi 25 anni sono scesi dal 90 al 60 per cento nei consensi”.

 

Un fatto da constatare

L’articolo mette con acutezza il dito nella piaga di luoghi comuni denigratori che, a partire dalla Rivoluzione francese, prevalgono sulle aristocrazie. Tuttavia c’è un fatto: nonostante l’onnipresente e martellante ripetizione che se ne fa, essi non sembrano riuscire a mutare a fondo l’animo umano. La giornalista del Corriere della Sera aggiunge significativamente che il fenomeno da lei descritto si accentua ancor più in momenti di crisi, di mancanza di fiducia, di caos, come quello in cui viviamo. Si potrebbe pensare a semplice futilità, invece ciò riflette il profondo desiderio dello spirito umano di essere appagato dal mistero, dal trascendente e, persino, dal meraviglioso. Un’aspirazione questa che nessun discorso sui beni materiali o sulle novità tecnologiche potrà mai soddisfare.

Secondo la Natale il voler “annullare le distanze” per “modernizzarsi”, fa perdere “mordente” alle monarchie e riporta l’esempio di ciò che è accaduto in Svezia: la dinastia, negli ultimi anni, imborghesendosi ha perso, di conseguenza, sempre più consenso. Questa, in realtà, è una constatazione che vale non solo per le monarchie ma anche per altri ambiti, quali, ad esempio, la liturgia e l’architettura. Insomma, è una esigenza che trapela proprio dal popolo comune, il quale sovente si stanca del grigiore massificante e degli appiattimenti cui è costretto, manifestando prima o poi l’anelito all’esatto opposto.

 

 Un libro storico

Venti anni fa, nel 1993, alla fine di ottobre, venne presentata a Roma, con considerevole ripercussione sulla stampa, quella che sarebbe stata l’ultima opera scritta da Plinio Corrêa de Oliveira. Parliamo del saggio: “Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII”. Il pensatore brasiliano, prendendo spunto dal magistero di papa Pacelli e discernendo l’esaurimento della spinta propulsiva al discorso ugualitario imposto dalla Rivoluzione Francese in poi, invitava l’aristocrazia ed élites tradizionali analoghe ad una ripresa del loro ruolo di servizio al bene comune, al fine di illuminare come un faro il resto del corpo sociale con le loro eccellenze culturali e morali, in tempi che già si preannunciavano di crescente confusione e oscurità.

“Oggi – asseriva il filosofo cattolico – gli errori della Rivoluzione del 1789 vanno ‘invecchiando’ e perdendo influenza. Ciò non significa che tale influenza sia piccola, ma è minore di un tempo e tende a diminuire sempre di più”.

L’evento, svoltosi nella magnifica cornice di Palazzo Pallavicini a Roma, allarmò la Repubblica, diretta da Eugenio Scalfari, pontefice massimo del secolarismo sinistrorso, finendo in prima pagina, nella cronaca interna e nel fondo. Un altrettanto noto quotidiano della Capitale, Il Tempo, salutava, al contrario, con beneplacito la monografia di Plinio Corrêa de Oliveira. Dopo aver qualificato l’autore come “maître à penser della Destra”, ne riconosceva il merito avuto nel riproporre, in termini originali, un valido invito all’impegno di un ceto singolarmente vocato al servizio della società. Un’idea, questa, rafforzata, secondo la cronaca del quotidiano romano, dal Cardinale Alfons Stickler che, in conclusione del convegno, affermò: “Come i triari romani che, marciando alle spalle delle legioni, erano capaci di ribaltare la disfatta in vittoria, così l’aristocrazia deve sapere trasfondersi nell’animazione cristiana della società”.

 

Due opzioni preferenziali armoniche

È questo un discorso valido nel mondo di oggi e nell’ambito di una “Chiesa dei poveri e per i poveri”, si domanderà qualcuno? È ragionevole chiedere, come faceva l’autore del saggio, un’azione anche pastorale in favore delle élites che si affianchi alla giusta e ampia azione per i bisognosi, all’opzione preferenziale per i poveri, come era solito dirsi allora?

Tralasciando il fatto che anche le élites sociali si trovano, non di rado, impoverite nell’attuale contesto storico, Plinio Corrêa de Oliveira sottolineava che una eventuale opzione preferenziale per i nobili non esclude quella per i poveri, e l’una non si contrappone all’altra, come insegna Giovanni Paolo II: “Sì, la Chiesa fa una opzione preferenziale per i poveri. Una opzione preferenziale, si badi, non dunque un’opzione esclusiva o escludente, perché il messaggio della salvezza è destinato a tutti”. Entrambe le opzioni rappresentano modi diversi di manifestare il senso di giustizia e carità cristiana che sole possono affratellarsi nel servizio dell’unico Signore, Gesù Cristo, che fu modello dei nobili e dei poveri. Queste parole servano di chiarificazione per coloro i quali, animati dallo spirito della lotta di classe, ritengono che esista una relazione inevitabilmente conflittuale tra il nobile e il povero.

L’autore brasiliano poneva l’accento, alla maniera dell’agere contra ignaziano, sulla prevalente tendenza utopica e demagogica che pretende di appiattire tutti in una massa ugualitaria e anonima. Qualcosa che equivarrebbe a negare la realtà che ci mostra come - al di là della essenziale uguaglianza di tutti gli uomini - sono legittime e necessarie le diseguaglianze causate dagli accidenti. Infatti, Pio XII, nel Radiomessaggio del Natale 1944, insegnava che “le ineguaglianze provenienti da accidenti come le virtù, il talento, la bellezza, la forza, la famiglia, la tradizione ecc., sono giuste e conformi all’ordine dell’universo”.

 

 

Rinasce l’egualitarismo utopico?

Tale dottrina delle giuste ineguaglianze fu sostenuta da san Tommaso come un bene di per se stesso, in quanto riflesso dell’ordine della Creazione e una via per conoscere ed amare il Creatore. In seguito, essa è stata ribadita da un lungo magistero pontificio in cui armonicamente trovano posto e legittimazione grandi, medi e piccoli in un ordine sociale che – sebbene debba fornire condizioni degne e giuste per tutti - non deve mai puntare al livellamento totale.

Come si sa, il discorso egualitario dal sapore marxista è stato apparentemente superato dal crollo dell’impero comunista. Tuttavia esso viene riproposto in modo ricorrente da tendenze, persino cattoliche, che vorrebbero trasformare anche la Chiesa in un campo di battaglia di “oppressi” contro “oppressori”, aggiornando così la teoria della lotta di classe, nonostante si cerchi opportunisticamente di negare l’apparentamento originario a Marx, figura ormai screditata, per associarla a un presunto obbligo religioso.

Una grande occasione di propaganda i neo-egualitari la trovano or ora in certe situazioni createsi con la crisi finanziaria ed economica internazionale, certamente originata anche da azioni profondamente immorali, ma che non si risolve affatto attingendo a ricette egualitarie bocciate dalla storia, dopo che esse hanno dimostrato la loro intrinseca incapacità di migliorare le condizioni di vita. Un fatto dovuto proprio al diniego utopistico delle legittime differenze presenti nell’ordine naturale e sociale.

Ma il discorso neo-egualitario trova conferma nella realtà attuale?

 

 Le nazioni più avanzate non sono ugualitarie

L’opera di Plinio Corrêa de Oliveira segnalava il carattere organico e naturale della formazione di un’élite dirigente storica e a conferma di ciò mostrava come anche nei modernissimi Stati Uniti, una nazione nata repubblicana, si siano formate famiglie eminenti che fanno di questo Paese una realtà largamente aristocratica e tendenzialmente tradizionale. Altroché mito degli Stati Uniti, nazione super-egualitaria. Ciò conferma un’altra constatazione sull’ordine naturale già messa in evidenza da Papa Pacelli: “Anche nelle democrazie di fresca data e che non hanno dietro di loro alcun passato di vestigio feudale, si è venuta formando, per la forza stessa delle cose, una specie di nuova nobiltà o aristocrazia” (Allocuzione al Patriziato e alla Nobiltà romana, 1947).

A questo punto sarebbe da domandarsi se un analogo processo di ricreazione dell’élite sociale e culturale non stia avvenendo ora persino nella ex Unione Sovietica, cioè in quello che fu un gigantesco laboratorio per la costruzione della società assolutamente ugualitaria. A parte la prevalenza socio-economica di personalità di origine più o meno dubbia, a volte fortemente coinvolte nella realtà comunista precedente, è un fatto noto che vecchi rappresentanti della nobiltà in esilio siano tornati da Londra e Parigi a Mosca e San Pietroburgo, dove hanno trovato accoglienza ed affetto sia nel popolo sia nei circoli culturali e religiosi più importanti della Russia, i quali vedono in loro genuini rappresentanti di una identità che i bolscevichi cercarono di cancellare.«Chassez le naturel, et il reviendra au galop» dicono i francesi.

 

 Nessuno è immune dal lustro della tradizione

Si sa, inoltre, che i nuovi ricchi russi e cinesi sono i maggiori datori di lavoro di maggiordomi laureati in esclusive accademie londinesi. Trattasi di persone di notevole formazione culturale, capaci non solo di organizzare eventi sociali e di coordinare il personale di servizio, ma in grado di parlare ottimamente le lingue e discorrere sui più svariati argomenti storici e di attualità, con quell’elevata raffinatezza raggiunta in genere nell’Europa occidentale e, in specie, dalle casate gentilizie britanniche. Ed è proprio questo, a parte naturalmente la ricchezza, che molti tra i nababbi dei paesi emergenti vorrebbero trasmettere ai propri discendenti, riconoscendo così la superiorità della tradizione sul mero potere del denaro. Del resto, non a caso Papa Pacelli diceva ai nobili nel saluto annuale del 1958 che persino chi “ostenta noncuranza e forse disprezzo per le vetuste forme di vita, non va del tutto immune della seduzione del lustro”.

Da qui l’attualità e persino la nota di preveggenza presente nel pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira. Nonostante l’involgarimento generalizzato e l’appiattimento indotto, forse anche proprio a causa di questo, vasti settori dell’opinione pubblica si aprono sempre di più a tendenze e idee contrarie all’andazzo corrente. Parlando del ruolo della “Nobiltà e delle élites tradizionali analoghe”, egli non pensava certo alla ripresa del ruolo, come corpo costituito, nella direzione dello Stato che la nobiltà aveva avuto in passato, dalla difesa militare alla diplomazia alla magistratura, bensì di mettere al servizio del bene comune “il suo inestimabile capitale di principi, di tradizioni, di stili di vita e di modi di essere, la cui perdita andò in detrimento delle altre classi sociali, passate a vivere sotto l’influenza criticabile e, a volte, perfino ridicola dei nuovi ricchi”.

Questo, e non altro, era poi il fulcro delle allocuzioni rivolte da Papa Pacelli alla nobiltà e al patriziato romano: utilizzare le risorse che restano loro per avviare un nuovo corso di elevazione culturale, morale e religiosa in beneficio di se stessi e del resto della società.

 

       

 

mercoledì 20 novembre 2013

SMOM: aiuti alla popolazione della SARDEGNA

 
 
Sardegna: subito operativi i Volontari del Corpo Italiano di Soccorso del Sovrano Militare Ordine di Malta, con funzioni di protezione civile e pronto soccorso, a sostegno della popolazione colpita dalle alluvioni. Tutti possono dare un concreto e sicuro aiuto, anche economico, contattando la Delegazione sarda dello SMOM, in Via Principessa Jolanda 80 a Sassari, tel. 338 3391944.
 
 

lunedì 18 novembre 2013

Matrimonio di Fernando Crociani Baglioni

 
 
 
Roberto e Veronica Jonghi Lavarini hanno partecipato al matrimonio dell'amico e confratello Cavaliere di Gran Croce Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni di Serravalle di Norcia, con la la Dottoressa Simona Farcas (presidente della associazione Italia-Romania Futuro Insieme e discendente da una antica famiglia della Transilvania). Al matrimonio era presente una composita rappresentanza della aristocrazia italiana ed europea, esponenti della destra italiana e del "Fonte Europeo della Tradizione", oltre a numerose autorità religiose, civili e militari. Auguri agli sposi!

 



mercoledì 30 ottobre 2013

Templari oggi...


Fra le tante realtà templari (ordini, confraternite ed associazioni), più o meno riconosciute (escludendo massoni e truffatori), merita sicura attenzione quella presieduta dal conte Marcello Cristofani della Magione, l'Ordine della Milizia del Tempio (Poveri Cavalieri di Cristo), serissima e benemerita associazione religiosa cattolica laicale, toscana ed internazionale, che si occupa di formazione spirituale, culturale e storica, difesa degli ideali cavallereschi e dalla Tradizione cattolica (anche della Santa Messa in latino), sostegno all'autentico scoutismo, iniziative sociali e di solidarietà.
 
 
 
 
 


giovedì 24 ottobre 2013

Milano: conferenza sui Templari e gli Ordini Cavallereschi



 

 
Milano, mercoledì 6 novembre 2013 - ore 18.30
 
Palazzo Isimbardi sede della Provincia di Milano
Via Vivaio 1 angolo Corso Monforte
Conferenza sui Templari e gli Ordini Cavallereschi
 
Interverrà il Prof. Alessio Varisco
studioso, ricercatore, giornalista e scrittore
autore del libro: "La soluzione dei Templari"
 
Porteranno il loro saluto:
l'On. Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano
ed il Dott. Riccardo Borgonovo, Sindaco di Concorezzo
 
Moderatore: Nob.Cav.Dott. Roberto Jonghi Lavarini


 

venerdì 18 ottobre 2013

lunedì 14 ottobre 2013

Ordine di Malta: tradizione e solidarietà

 
 


 

 

Verità e solidarietà...

 
Volutamente, non ne ho mai fatto vanto ma, di fronte ai buonisti radical chic dell'ultima ora che strumentalizzano politicamente la tragedia di Lampedusa, accusando di razzismo chi non si allinea al loro pensiero unico, mostro questa onorificenza della Somalia che mi è stata concessa per il mio impegno sociale internazionale, "senza distinzione di razza e di religione". Fin da quando ero Presidente di Zona 3, Porta Venezia a Milano, abitata da tanti Italiani provenienti dal nostro ex impero coloniale, mi sono sempre occupato, non solo della loro integrazione, ma del benessere del popolo somalo. Insieme agli amici capi della loro comunità in Italia e grazie all'indispensabile aiuto dell'amico Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni, abbiamo finanziato e portato a termini diversi aiuti umanitari concreti. Questa era ed è la via maestra della autentica solidarietà: l'Europa deve aiutare i popoli africani a casa loro, evitando queste tragiche migrazioni di massa, portando loro, oltre che aiuti economici e sanitari, la nostra Civiltà: ovvero istruzione e formazione, tecnica e lavoro, ordine e giustizia. Roberto Jonghi Lavarini

venerdì 11 ottobre 2013

venerdì 4 ottobre 2013

Nuova rubrica del Conte Federico Sagramoso sulla Nobiltà

Che fine ha fatto l’aristocrazia…?
Con “Cappa e Penna” proviamo a riscoprirla
 
 
 
 
Che fine ha fatto l’aristocrazia? Esiste ancora dopo il referendum che sancì il passaggio dal Regno alla Repubblica? “Cappa e penna” è qui per provare a raccontarvi la nobiltà nel terzo millennio, una nobiltà diversa rispetto a quella, vera o presunta, che si vede in televisione descritta spesso come arrogante e fuori dal tempo e dallo spazio. Oggi gli aristocratici, in particolare coloro che potremmo definire, usando un espressione mediaticamente diffusa, “di terza generazione” (cioè nati dopo l’avvento della Repubblica e anche dopo la morte di Re Umberto II) non sono una massa di disadattati dediti a maltrattare il maggiordomo (anche se qualcuno ancora lo fa) e a inveire contro l’ammissione dei borghesi in alcuni circoli esclusivi (anche se qualcuno ancora lo fa). “Cappa e penna” proverà a raccontarvi, tramite il punto di vista, chiaramente non esaustivo, di chi scrive, come vive l’aristocrazia italiana di oggi mediante opinioni riguardo argomenti d’attualità e riflessioni di costume per mostrarvi una realtà di aristocratici, certamente ancora nostalgici di una monarchia troppo lontana per essere oggi restaurata, troppo vicina per essere dimenticata, ma che in ogni caso, come tutti, hanno ben compreso di vivere nel terzo millennio. L’aristocrazia (o almeno una buona parte di essa) di oggi accetta la società in cui vive magari guardando con un certo distacco molti avvenimenti di attualità e la volgarità che spesso li circonda. Infatti, nonostante ( forse proprio per questo motivo) la nobiltà italiana oggi non abbia più quel potere politico ed economico e quel prestigio sociale che nei secoli la contraddistinse, non manca di tenere fede e memoria (certo, con alcune notevoli eccezioni) alle tradizioni e, soprattutto, ad un certo modo di essere e comportarsi che, oggi più che mai, risulta essere il più significativo tentativo di conservare una eredità culturale antica quanto la storia dell’umanità (fin dai tempi delle città-stato sumere in Mesopotamia si riscontra, a livello sociale, un’idea di nobiltà) e che la Costituzione repubblicana, figlia di un referendum sulla cui veridicità molti ancora oggi (forse negli ultimi anni, a seguito di alcune testimonianze, ancora più che nei passati decenni) esprimono dubbi, ha voluto forse un po’ troppo frettolosamente provare a cancellare. Chi scrive pensa chiaramente che tale tentativo di far scomparire una realtà sociale che, per sua natura, è stata protagonista di millenni storia umana non sia andato a buon fine; in gran parte dell’Europa e del mondo l’aristocrazia gode di diverse forme di riconoscimento che variano dal valore legale in paesi dove la monarchia è tuttora in auge o ad un’eredità culturale riconosciuta in vari livelli nei paesi che hanno invece adottato un ordinamento istituzionale di tipo repubblicano (livelli naturalmente molto variabili: si va ,ad esempio dalla Repubblica di Romania dove all’ormai ex sovrano ed ai suoi eredi vieni tuttora riconosciuto in Costituzione il titolo di  “Re” alla Repubblica di Francia dove viene tutelata l’eredità artistica ed araldica legata alla nobiltà francese). Oggi vogliamo dirvi che “Cappa e penna”, il cui nome è doppiamente evocativo (sia verso i duelli “Cappa e spada” simbolo dell’aristocrazia medioevale e rinascimentale, sia verso l’espressione “carta e penna” da sempre richiamo al giornalismo) ha chiare la finalità: tentare, senza pretendere di essere completa, di spiegare e divulgare nelle prossime uscite quei valori e quelle tradizioni culturali che rischiano di essere oggi in Italia (rischio condiviso peraltro con gran parte del panorama culturale italiano a prescindere dalla provenienza) forse ingiustamente accantonati.
 
Federico Sagramoso
 
Segui “Cappa e Penna” due volte a settimana, solo su IP
 



 
Il giovane Conte Federico Sagramoso,
Volontario dell'Ordine di Malta e Guardia d'Onore al Reale Pantheon
 

mercoledì 2 ottobre 2013

giovedì 26 settembre 2013

mercoledì 31 luglio 2013

venerdì 5 luglio 2013

La nobile famiglia lombardo-veneta dei Ganassini di Camerati.


 
Ganassini di Camerati
Signori di Lumiago, Conti, Patrizi Veneti

giovedì 4 luglio 2013

Ordini Dinastici e Cavallereschi.

 
Conferenza del Prof. Alessio Varisco al Circolo Ufficiali di Milano.
 
Tema della serata culturale: la storia degli Ordini Cavallereschi.
 

mercoledì 3 luglio 2013

Fernando Crociani Baglioni




Curriculum vitæ et studiorum
Conte Cav.Gr.Cr. Prof. Fernando Crociani Baglioni
 
 
Nato a Roma il 20 gennaio. Residente in 00154 Roma, via dei Conciatori, 3.
E-mail: crociani.baglioni@libero.it  Tel. uff. 06.688831 e diretto 06.68883.327
Stato civile e canonico libero. Cattolico praticante: Parrocchie di San Benedetto e di San Saba, Cappella palatina di S. Giovanni Battista del S.M.O. di Malta – piazza del Grillo.
Uomo di lettere, giornalista, scrittore, istoriografo, araldista, genealogista. Esperto di Diritto nobiliare e cavalleresco, e scienze ausiliarie della storia.
Già docente di Araldica presso l’Università dei 50&Più di Roma. Membro effettivo del Collegio Araldico. Collaboratore della Rivista Araldica da 30 anni,  ha redatto per il Corpo della Nobiltà Italiana 2000 interventi in 5 anni. Autore di numerose pubblicazioni storiche e di storia familiare e locale. Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX.
Con Decreto del Ministro dell’Interno del 3 ottobre 2007, D.P.R. 3 novembre 2000 n.396, la famiglia Crociani aggiunge al proprio cognome quello di Baglioni “famiglia di condottieri e signori del Rinascimento italiano”, dell’ava Cecilia Baglioni (1822-1895), consorte di Simone Cruciani (1811-1891).

Professione:
giornalista, funzionario del sistema Confcommercio Imprese per l’Italia. In atto si occupa di Attività internazionali Enasco: con la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e le primarie Organizzazioni internazionali, 40 anni di servizio.
Studi:
  • Pontificia Università Gregoriana, Diploma di lingua e letteratura spagnola.
  • Università “pro Deo”, Laurea in Scienze Politiche.
  • Université Européenne “Jean Monnet” – Bruxelles, Doctorat in Scienze Storiche.
  • Doctor Honoris Causa en Ciencias Politicas y Sociales, Istituto Sudamericano de Investigación y desarrollo (ISID), Universidad de Buenos Aires, República Argentina (2011).
  • Giornalista, iscritto all’Ordine nazionale dal 1990 (tessera n. 124437).
  • Dedito agli studi politici, storici, umanistici, giuridici e sociali, ha conseguito vari
  • Master europei, corsi e specializzazioni (presso Ministero degli Affari Esteri, Istituto di Studi Diplomatici, Fondazione Europea Dragan, Università degli Studi di Roma La Sapienza, Terza Università di Roma – Facoltà di Scienze Politiche, Istituto di Studi Giuridici Internazionali, Commissione Europea – Bruxelles).
  • Ha conseguito i Diplomi di Archivista e di Bibliotecario (Ministero per i Beni Culturali).
  • Ha conseguito due diplomi di primo soccorso (Università di Roma La Sapienza Facoltà di Medicina e Chirurgia e Direzione Servizi Sanitari della Polizia di Stato).
  • Conoscenza di inglese, francese, spagnolo e portoghese.
  • Ha pubblicato anche successivamente all’anno 2005, opere storiche ed innumerevoli saggi, monografie, ricerche ed atti di convegni storici, politici e di scienze ausiliarie della storia., con 9 titoli in Sbn-Opac (Servizio biblioteche nazionali):
-          Turriziani alias Colonna. Editrice Zauli. Roma, 2005. (opera storica).
-          Labaro e Medagliere. Laurum Editrice. Pitigliano (Gr), 2008. (opera storica).
-          Essere anziano oggi. Rapporto sulla condizione anziana oggi in Italia. Edizioni 50& Più Fenacom Confcommercio. Roma. In rispettivi volumi per gli Anni dal 1996 al 2008. Roma. (in collaborazione col CENSIS).”
- Quale collaboratore del Forum del Corpo della Nobiltà Italiana, scrisse in 5 anni (anni 2005-2008) migliaia di interventi, recensioni, articoli e saggi a soggetto storico (storia medievale, ecclesiastica, moderna e contemporanea).
Onorificenze e titoli:
  •   Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2005).
  • Pubblica Benemerenza della Protezione Civile.
  • Membro dell’Academie belgo-espagnole de Histoire (Bruxelles – Madrid) (2005), dell’Academia de Letras e Artes de Portugal ( Lisboa) ( 2005 ), dell’Instituto Historico Naval Luiz I de Portugal (Lisboa) (2007) e Ballestero Hijodalgo de S. Felipe y Santiago (Segovia, España ) (2008).
  • Medaglia al Merito del Sovrano Militare Ordine di Malta “Terremoto Abruzzo 2009” (2011).
  • Grã-Cruz de São Tomè (São Tomé e Principe) ( 2007 ).
  • Diploma al Merito della Croce Rossa Italiana ( 2007 ).
  • Medaglia di Bronzo al Merito della Croce Rossa Italiana (2008).
  • Medaglia al Merito della Croce Rossa Italiana per la Missione Internazionale in Iraq 2003-2006.
  • Medaglia  al Merito della Croce Rossa Italiana “Emergenza sisma Abruzzo 2009  (2011).
  • Médaille de la Ville de Paris – République Française ( 2008 ).
  • Grand-Croix Etoile de la République Democratique du Congo ( 2008 ).
  • Onorificenza Republic of the Gambia ( 2008 ).
  • Decorazione giubilare del Sovrano Militare Ordine di Malta  CL° de N.D. de Lourdes (2008).
  • Medaglia d’Oro Lauretana e Croce Lauretana della Delegazione Pontificia di Loreto (ai Barellieri  del Sovrano Militare Ordine di Malta per l’assistenza ai pellegrini ammalati ) (2008 e 2011).
  • Grã-Cruz da Ordem de S. Miguel da Ala (Portugal) (2010).
  • Collar del Maestrazgo (España) (2011).
  • United Nations International Mission in Haiti Medal 2011.
  • United Nations International Mission in République Démocratique du Congo 2011.
  • Pubblica Benemerenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Protezione Civile-terremoto d’Abruzzo 2009 (2011).
  • Volontario del Gruppo ABC assistenza – beneficenza – carità della Delegazione di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta: per soccorrere (pasti caldi, farmaci, indumenti) gli emarginati nelle stazioni ferroviarie romane Termini e Tiburtina ( dal 2006 ).
  • Volontario del CISOM e addetto stampa – Corpo Italiano Soccorsi Sovrano Militare Ordine di Malta (impegnato con la Protezione Civile per i soccorsi alle popolazioni terremotate abruzzesi, in quattro successivi turni di servizio) (2009).
  • Corsi della Fondazione Europea Dragan – Roma negli Anni Accademici : 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011.
  • Medaglia del Sovrano Militare Ordine di Malta commemorativa terremoto d’Abruzzo 2009 (2011)
  • Croce della CRI commemorativa terremoto d’Abruzzo 2009 (2011)
  • Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Equestre di S. Gregorio Magno (1993).
  • Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme (1996), Cavaliere al Merito del S. Sepolcro (1970) , Conchiglia del Pellegrino (1970) e decorazione del Grande Giubileo (2000).
  • Cavaliere di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta (1983), barelliere ai Pellegrinaggi a Lourdes e a Loreto, addetto al cerimoniale del Gran Priorato di Roma, già Presidente del Comitato Romano degli Aiuti Internazionali.
  • Cavaliere di Gran Croce di Giustizia del S.M.O. Costantiniano di S. Giorgio, España (1994), già Consigliere Segretario per l’Italia della R. Deputazione.
  • Gran Cordone dell’Ordine della Polonia Restituta ( Londra, 1979).
  • Grà Cruz da Real Ordem de Sào Miguel da Ala (Casa Real de Bragança, Portugal, 2010).
  • Grand’Ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (2004).
  • Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito Civile di Savoia (1989).
  • Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia (motu proprio di S.M. Re Umberto II, 1979, alla quarta generazione nell’ascendenza Crociani).
  • Cavaliere dell’Ordine del Merito sotto il titolo di S. Giuseppe (1996).
  • III Grado Ordine di Danilo I del Montenegro (2005).
  • Palme d’Or Cordon Arts-Lettres Encouragement Public (France) (2000).
  • Collare della Stella al Merito della Repubblica Somala  (Transition National Government) (2003).
  • Antica Guardia Palatina d’Onore di Sua Santità (1962 – 1970).
  • Cruz de la Paz de Franco (1964).
  • Croce pro Ecclesia et Pontifice (1970).
  • Medaglia Pontificia Benemerenti (1968).
  • Croce Pontificia Lateranense di I classe. (1968).
  • Medaglia d’Argento del Concilio Ecumenico Vaticano II. (1965).
  • Croce d’Oro sacri itineris hierosolymitani. (1970).
  • Medaglie di Benemerenza per il Grande Giubileo del 2000, Pontificia Commissione SCV.
  • Medaglia di Benemerenza del S.M.O. di Malta Grande Giubileo 2000.
  • Medaglia imperiale di II classe della Croce Rossa Giapponese (1990).
  • Brandemburg Elbeflut-Medaille Deutschland 2002 (2002).
  • Croce di I gr. Croce Rossa della Repubblica di San Marino (2004).
  • Medaglia di Benemerenza, 2 Medaglie al merito di servizio, Medaglia della Fedeltà  e Placca di Hautecombe per la guardia d’Onore al Pantheon (1983).
E’, inoltre:
  • Membro Effettivo del Collegio Araldico (1982) .
  • Membro vitalizio dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano (1984).
  • Accademico Pontificio Cultorum Martyrum (2000).
  • Membro di Comitato a.h. del Pontificio Consiglio per i Laici. (Giubileo anno 2000).
  • Presidente dell’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX ( dal 2000).
  • Presidente di Patria e Libertà Centro Studi Storici e Politici Internazionali (2008).
  • Presidente del Gruppo Umbria Mistica ed Artistica (2009).

Hermandad Nacional Monárquica del Maestrazgo.


 
 

 
La Hermandad Nacional Monárquica del Maestrazgo se define como una entidad Cultural que defiende los valores tradicionales y las Instituciones y la Monarquía como la primera de estas, de ámbito nacional, con Delegaciones en otros países y que durante la transición política, participó activamente en la misma y en la Instauración de la Monarquía en España, siendo un referente del tradicionalismo político e ideológico desde la segunda mitad del pasado siglo. Fundada y presidida hasta su fallecimiento por el Ilmo. Sr. Don Ramón Forcadell i Prats, más conocido por “El Tigre del Maestrazgo” en memoria de su antecesor el General Carlista Don Ramón Cabrera i Griñó. Don Ramón Forcadell fue una indiscutible autoridad entre las filas tradicionalistas, que aglutinó en la Hermandad con base en el Maestrazgo a sus correligionarios y amigos, no solo de estas tierras, sino de otros muchos lugares y pueblos de toda España con implantación tradicionalista, aumentando sus bases e influencia a lo largo de su dilatada vida, hasta conseguir tener Delegaciones en todas las autonomías, provincias y en muchos pueblos de España, además de Argentina, Chile, Uruguay e Italia, entre otros países con menor presencia. Sin una clara diferenciación con su brazo político Unión Institucional y con su órgano de comunicación, la revista “MAESTRAZGO”, cuyo lema es “Sale cuando quiere y dice la verdad”, la Hermandad ha participado activamente en la vida política, a través de conferencias, encuentros, conmemoraciones y otros actos político-sociales, tanto en el propio Maestrazgo, como en Madrid, Barcelona, Tarragona y otras provincias y ciudades, con participación de oradores insignes y personalidades relevantes en la presidencia de tales eventos. En la actualidad la Hermandad, que pese a lo complicado de los tiempos y la indiscutible pérdida de valores de la sociedad actual, mantiene intacta la herencia ideológica que es su mayor patrimonio, está regida por una Junta Nacional Rectora, presidida por Don Francisco Rodríguez Aguado. La Hermandad Nacional del Maestrazgo se estructura internamente en Junta Nacional y su Comisión Ejecutiva Permanente con sede en Madrid, y las Juntas Regionales o Autonómicas, las Provinciales y las Locales, al frente de las cuales hay un Presidente-Delegado, las que disponen de total autonomía para la organización de actos y eventos y para alcanzar sus finalidades y objetivos propios. Para pertenecer a la Hermandad Nacional del Maestrazgo tan solo se exige compartir la ideología tradicional y la defensa de sus valores e Instituciones y en primer lugar la Corona y el Monarca que la representa. En reconocimiento a los méritos, trayectoria personal, o actividad en cualquier campo, la Hermandad Nacional del Maestrazgo, así como Unión Institucional, conceden y distinguen con la Gran Cruz al Mérito del Maestrazgo a sus miembros más cualificados y personalidades de reconocido prestigio tanto nacional como internacional. Por su trayectoria desde su fundación, finalidades y arraigo social, así como por su similitud en su estructura orgánica, actividad y protocolo con las Corporaciones Caballerescas y Nobiliarias, la Hermandad Nacional del Maestrazgo, ha venido a ser reconocida y conocida en los medios y publicaciones especializadas como una Corporación Caballeresca, tanto por su prestigio, como por el elenco de personalidades de los ámbitos cultural, científico, profesional, artístico o nobiliario y que encabeza Su Majestad el Rey, con el Título de Montero Mayor, en prueba de respeto y sumisión. La Hermandad entrega e identifica a sus Miembros y Hermanos de Hábito con un Título y la insignia de pertenencia en sus diversos grados por sus méritos y antigüedad. La insignia y distintivo de la Hermandad Nacional del Maestrazgo es un escudo de plata con una cruz llana de gules, acolado a las Aspas de Borgoña y timbrado de corona real cerrada. La Gran Cruz del Maestrazgo se compone de una cruz de ocho puntas, cantonado cada brazo por una flor de lis y cargada de un escusón con el emblema de la Hermandad. Desde que se constituyera en 1.962 bajo la advocación de la Virgen de la Piedad, la Hermandad Nacional Monárquica del Maestrazgo es una Institución cultural que promueve y defiende los valores tradicionales de ideología monárquica, no dinástica. Se trata de una Hermandad totalmente honorífica que en su día colaboró con la Instauración de la Monarquía en España, a la cual pueden pertenecer cuantas personas se sientan identificadas con sus principios. La Hermandad Nacional Monárquica del Maestrazgo, junto a Unión Institucional, concede la Gran Cruz al Mérito del Maestrazgo, la cual, por su trayectoria se considera una Corporación Caballeresca, en opinión de los especialistas más prestigiosos en el campo de las Ciencias Nobiliarias. En este sentido, se les otorga el privilegio de de ser distinguidas con la Gran Cruz al Mérito del Maestrazgo a aquellas personas, que teniendo gran prestigio social o profesional, tengan como denominador común compartir la ideología Monárquica Constitucional y defender y honrar al Monarca que la representa. http://hermandadnacionaldelmaestrazgo.blogspot.it/
 
 
Il Nob.Cav.Dott. Roberto Jonghi Lavarini,Walser Freiherr von Urnavas, "per il suo ventennale impegno internazionale in difesa della Tradizione europea e cristiana" (così nelle motivazioni ufficiali), è stato insignito della Gran Croce della Confraternita Nazionale Monarchica del Maestrazgo, massima onorificenza della storica e prestigiosa associazione patriottica e cavalleresca spagnola, voluta e fondata dai monarchici legittimisti spagnoli (carlisti) e dal Generalissimo Francisco Franco, a sostegno della "monarchia tradizionale e sociale".
 
 
 
 
Son miembros de la Hermandad Nacional Monárquica del Maestrazgo en España S.M. el Rey don Juan Carlos I de España, S.A.R. la Infanta doña Pilar -Duquesa de Badajoz- y S.A.R. la Infanta doña Margarita -Duquesa de Soria y de Hernani-, S.A.R. la Infanta doña Elena -Duquesa de Lugo- y S.A.R. la Infanta doña Cristina -Duquesa de Palma de Mallorca,- S.A.R. el Infante don Carlos de Borbón-Dos Sicilias y de Borbón-Parma -Duque de Calabria, Conde de Caserta y Jefe de la Casa Real de Borbón-Dos Sicilias-, la Excma. Sra. doña Esperanza Aguirre -Presidenta de la Comunidad de Madrid-, el Excmo. y Rvdmo. Mons. Antonio María Rouco Varela -Arzobispo de la archidiócesis de Madrid y Presidente de la Conferencia Episcopal Española-, el Excmo. y Rvdmo. Mons. Carlos Amigo Vallejo O.F.M. -Arzobispo Emérito de Sevilla-, etc.