venerdì 8 febbraio 2013
900 anni di Ordine di Malta
Presentate alla stampa le celebrazioni per i 900 anni della bolla di Pasquale II.
Roma, 05/02/2013
Attesi oltre 4,000 membri e volontari. Sabato l’incontro con il Papa.
Al via domani a Roma la settimana di celebrazioni del Sovrano Ordine di Malta per il novecentesimo anniversario della bolla di Papa Pasquale II Pie Postulatio Voluntatis del 15 febbraio 1113, che poneva l’Ordine sotto la protezione della Santa Sede, formalizzandone l’identità spirituale e istituzionale. Con la bolla il Pontefice riconosce all’Ordine il diritto assoluto di assicurare la continuazione dell’opera, eleggendo, a tempo debito, un successore del suo fondatore Beato Gerardo. Il programma delle celebrazioni è stato presentato stamani dai vertici dell’Ordine in una conferenza stampa presso la sede della Stampa Estera di Roma. Si tratta infatti di un anniversario speciale che merita di essere festeggiato: per l’occasione sono attesi a Roma oltre 4.000 membri e volontari dell’Ordine provenienti da ogni parte del mondo. Il 9 febbraio incontreranno Papa Benedetto XVI al termine della messa celebrata dal Cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, nella Basilica di San Pietro.
“Oggi, oltre a celebrare la nostra storia, guardiamo al presente e al futuro” ha detto Jean-Pierre Mazery, Capo dell’Esecutivo e Ministro Affari Esteri del Sovrano Ordine di Malta, intervenendo alla conferenza stampa. “I nostri progetti umanitari e di assistenza medico-sociale vanno incontro ogni giorno alle necessità di uomini e donne coinvolti in guerre, calamità, epidemie e aiutano coloro che sono provati dal sottosviluppo e dalla povertà anche in Occidente, a seguito dell’ultima crisi finanziaria.”
Il Capo dell’esecutivo ha inoltre sottolineato come la natura indipendente e apolitica dell’Ordine le permetta di svolgere un ruolo chiave come mediatore nei conflitti armati e civili. “Non dipendiamo da nessuno, non abbiamo territori da difendere, non prendiamo una posizione nei conflitti. Agiamo per aiutare tutte le persone, senza distinzione di nazionalità, razza o religione”, ha detto ancora Mazery. “Penso ai 10 centri medici che gestiamo in Libano in collaborazione con altre confessioni religiose o ancora all’Ospedale della Maternità di Betlemme”.
“La Siria, il Congo e i nuovi poveri sono attualmente tra le nostre priorità”, ha spiegato poi Albrecht Boeselager, ministro della Salute e della Cooperazione internazionale dell’Ordine. ”In Siria la nostra preoccupazione è quella di assicurare assistenza ai profughi, distribuiti in Turchia e in Libano, e di aiutarli a superare l’inverno”. Altro scenario di emergenza umanitaria è poi rappresentata dalla Repubblica Democratica del Congo dove “la violenza sessuale è diventata uno strumento di guerra, mai visto prima a questo livello in altre parti del mondo”. Nel Paese africano, l’Ordine di Malta assicura assistenza medica, psicologica e sociale alle numerose vittime di aggressioni sessuali, aiutandole a reinserirsi nella società.
Altra priorità per l’Ordine sono i “Nuovi Poveri”. Solo in Europa, a causa della crisi, il numero dei disoccupati ha superato la soglia dei 26 milioni. ‘‘La disoccupazione sale, i fondi al welfare sono diminuiti e i senzatetto sono in aumento. In Europa dell’est la situazione è ancora peggiore in quanto le pensioni sono inferiori” ha sottolineato Boeselager.
In Italia, infine, l’Ordine di Malta è da sempre attivo anche in servizi di emergenza e Protezione civile, attraverso il corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta (Cisom) formato da oltre 3.500 volontari, diretti da Mauro Casinghini, il quale ha ricordato gli interventi più significativi degli ultimi anni: l’emergenza degli sbarchi di immigrati a Lampedusa e i terremoti dell’Aquila ed Emilia Romagna. “Abbiamo gestito un campo di accoglienza per oltre cinque mesi in un contesto multiculturale, nel pieno del rispetto della tradizione di accoglienza dell’Ordine” ha detto in fine Casinghini riferendosi all’emergenza terremoto in Emilia Romagna. http://www.orderofmalta.int/notizie/64987/presentata-alla-stampa-le-celebrazioni-per-i-900-anni-della-bolla-di-pasquale-ii/
Ordine di Malta: nove secoli al servizio degli ultimi grazie al Papa.
Inzia oggi a Roma la settimana di celebrazioni del Sovrano Ordine di Malta per il novecentesimo anniversario della bolla di Papa Pasquale II Pie Postulatio Voluntatis del 15 febbraio 1113, che poneva l’Ordine sotto la protezione della Santa Sede, formalizzandone l’identità spirituale e istituzionale. Saranno più di 4.000 i membri e volontari dell’Ordine provenienti da ogni parte del mondo: il 9 febbraio incontreranno Papa Benedetto XVI, al termine della messa celebrata dal Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone nella Basilica di San Pietro. “Siamo ben consapevoli – spiega Jean-Pierre Mazery, Capo dell’Esecutivo e Ministro Affari Esteri del Sovrano Ordine di Malta – della nostra missione e delle nostre responsabilità nella Chiesa e nel mondo, secondo i principi ispiratori dell’Ordine di testimonianza della fede e di servizio ai poveri e ai sofferenti, senza distinzione di religione, razza e provenienza. Nel corso di oltre nove secoli di storia abbiamo giocato un ruolo importante in innumerevoli eventi, spesso drammatici. Ma oggi, oltre a celebrare la nostra storia, guardiamo al presente e al futuro.
I nostri progetti umanitari e di assistenza medico-sociale vanno incontro ogni giorno alle necessità di uomini e donne coinvolti in guerre, calamità, epidemie e aiutano coloro che sono provati dal sottosviluppo e dalla povertà, anche in Occidente, a seguito dell’ultima crisi finanziaria. Dovunque operiamo siamo costruttori di pace. Penso ai 10 centri medici che gestiamo in Libano in collaborazione con altre confessioni religiose o ancora all’Ospedale della Maternità di Betlemme, dove dal 1990 sono nati più di 57.000 bambini”. Sul piano operativo l’Ordine di Malta è oggi nel 21° secolo una rete globale, complessa ed articolata di intervento e di assistenza medica, sociale ed umanitaria, costituita da 13.500 membri, 80.000 volontari e oltre 25.000 medici, infermieri e ausiliari paramedici. L’Ordine di Malta sostiene o gestisce direttamente 20 ospedali, migliaia di centri medici, 33 corpi di volontari, 110 case di riposo per anziani. I programmi sono oggi sviluppati in 120 Paesi del mondo e condotti in autonomia, oppure nel quadro di accordi con governi ed agenzie internazionali. Attualmente l’Ordine ha rapporti diplomatici bilaterali con 104 Stati.
“È grazie alla Bolla Papale Pie Postulatio Voluntatis, un Privilegio Solenne concesso da Papa Pasquale II, conservato negli archivi nazionali di Malta – continua Mazery – che il Sovrano Ordine di Malta è da 900 anni un ordine religioso laicale. Questo documento ha posto gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme sotto la protezione della Chiesa, garantendogli il diritto di eleggere liberamente i suoi vertici. La Bolla attesta inoltre l’identità del nostro fondatore, il Beato Gerardo, e l’originalità della sua opera, portata avanti insieme a un gruppo di frati professi, che si vedono riconosciuto il diritto di assicurare liberamente la continuazione dell’opera, eleggendo un successore del frate Gerardo. In questo modo già allora ha trovato prima espressione il principio dell’indipendenza dell’Ordine in relazione a qualunque autorità laica o religiosa.
L’opera stessa viene definita molto chiaramente dalla Bolla: si tratta dell’hospitalitas offerta ai pellegrini e ai poveri. Il documento testimonia infine che il campo d’azione della nuova confraternità non si limita all’Ospedale di Gerusalemme: esistono già o saranno create opere simili in tutta la cristianità, a sostegno e a diffusione dell’opera originaria”. L’attività di soccorso d’urgenza in caso di catastrofi naturali e di conflitti armati, caratterizzata dall’assistenza medica alle vittime e ai profughi e dalla distribuzione di medicine, acqua e generi di prima necessità, rappresenta un aspetto importante dell’azione umanitaria dell’Ordine di Malta. Il Malteser International – la speciale agenzia per gli aiuti umanitari dell’Ordine di Malta – è attualmente impegnata nella realizzazione di 200 programmi e interventi umanitari in oltre 20 Paesi in Africa, Asia, Americhe. “Grazie alla nostra posizione neutrale, imparziale e apolitica – sottolinea Albrecht Boeselager, Ministro della Salute e Cooperazione Internazionale dell’Ordine – l’Ordine di Malta riesce ad intervenire anche in aree di crisi, dove praticamente nessun altro ha accesso, diventando partner credibile per tutte le parti in conflitto. Elemento questo di fondamentale importanza per alleviare le conseguenze dei conflitti armati sulle popolazioni locali inermi. In passato il 90% di vittime delle guerre erano soldati, oggi il 90% delle vittime sono civili”.
Fra i diversi teatri di emergenze umanitarie, nella Repubblica Democratica del Congo l’Ordine di Malta assicura assistenza medica, psicologica e sociale alle numerose vittime di aggressioni sessuali e garantisce l’accesso all’acqua potabile e ai centri sanitari. In Siria, a seguito della recente escalation di violenze, che ha creato quasi 4 milioni di rifugiati, il Malteser International lavora in collaborazione con le ONG locali, distribuendo aiuti di emergenza a migliaia di rifugiati, anche ai confini con la Turchia e il Libano. Inoltre il centro medico di Khaldieh in Libano continua a fornire alle famiglie siriane cure mediche gratuite. “Per venire incontro ai bisogni emergenti delle persone dimenticate – conclude Boeselager – l’Ordine di Malta ha lanciato recentemente The Global Fund for Forgotten People. Si tratta di un’iniziativa per la raccolta di fondi a beneficio delle persone senza risorse, senza reti di assistenza e senza diritti, non solo nei paesi sottosviluppati, ma anche in quelli sviluppati. Grazie a queste risorse l’Ordine svilupperà progetti in luoghi dove i bisogni sono spesso drammatici. È sconvolgente rendersi conto come ci siano ancora così tante persone che il mondo ha dimenticato, spesso vicino a noi”.
In Italia l’Ordine di Malta è da sempre attivo anche in servizi di emergenza e di protezione civile, attraverso il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM) formato da oltre 3500 volontari, diretti da Mauro Casinghini. Tra gli ultimi interventi del CISOM, quelli a seguito dei terremoti in Abruzzo e in Emilia Romagna, dove ha gestito servizi di primo soccorso e tendopoli. Il personale medico dell’Ordine di Malta ha operato inoltre dal 2008 al 2012 sulle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza in soccorso dei migliaia di migranti che hanno attraversano lo stretto di Sicilia. http://www.korazym.org/index.php/esteri/6-internazionale/3571-ordine-di-malta-nove-secoli-al-servizio-degli-ultimi-grazie-al-papa.html
Cavalieri di Grazia e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta: conte prof. Francesco Nobili Benedetti & conte prof. Fernando Giulio Crociani Baglioni, esponenti della Nobiltà dell’antico Stato Pontificio.
“Tuitio Fidei obsequium pauperum”, difesa della Fede e servizio ai poveri: Nove Secoli di storia di Fede, Carità e Beneficenza.
Città del Vaticano, 03 febbraio 2013 – Il Gran Magistero del Sovrano Militare Ordine di Malta rende noto che in occasione di questo importante anniversario nel mese di febbraio 2013 si terranno a Roma alcuni importanti eventi a cui tutti i membri ed i volontari dell’Ordine sono stati invitati a partecipare.
- Sabato 9 febbraio, dalle ore 10:30, si celebrerà una Messa Solenne nella Basilica di San Pietro, celebrata dal cardinale Segretario di Stato Sua Eminenza Rev.ma Tarcisio Bertone.
Il raduno di tutti i partecipanti è previsto in Piazza San Pietro a partire dalle ore 9:00.
- La celebrazione eucaristica sarà seguita da una speciale Udienza con il Santo Padre Benedetto XVI per tutti i membri, cappellani e volontari dell’Ordine, insieme ai loro familiari.
- Dopo la Messa, dalle ore 13.00, avrà luogo un ricevimento presso l’Aula Paolo VI, all’interno della Città del Vaticano.
Tutti questi momenti si svolgeranno alla presenza di S.A.E. il Principe e Gran Maestro Fra’ Matthew Festing.
Al termine del ricevimento verrà consegnato a tutti i partecipanti un nastrino commemorativo dell’Anniversario.
Dal pomeriggio di sabato 9 febbraio, dalle ore 15:00, e per tutta la giornata di domenica, a partire dalle ore 9:00, vi sarà la possibilità di poter visitare la Villa Magistrale all’Aventino, previa prenotazione attraverso la propria Delegazione di appartenenza.
Fonte: http://www.ordinedimaltaitalia.org/
Quattromila i partecipanti da tutto il mondo. Con le teste coronate d’Europa ed il fior fiore dell’aristocrazia, da sempre punta di diamante nella difesa della Cristianità, il mondo accademico, militare e diplomatico, e quello dell’Apostolato religioso e volontariato socio-umanitario.
Il Principe Gran Maestro Frà Matthew Festing attorniato dagli ambasciatori di 130 Stati accreditati ed altrettanti del Sovrano Ordine, e dal Patriziato romano al completo, con Orsini, Colonna, Barberini, Chigi, Pacelli, Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Torlonia, Borghese, Rospigliosi, Ruspoli, Boncompagni Ludovisi, Hercolani Fava Simonetti, d’Ippolito, Patrizi, Lante della Rovere, d’Aquino, Cordero Lanza di Montezemolo, del Gallo di Roccagiovine, Masetti Zannini, Chiavari, Cantuti Castelvetri, Sinibaldi, Crociani Baglioni, Mirti della Valle, Nobili Benedetti, Bianchi di Castelbianco etc…
A cura di Simona Cecilia Farcas -
http://futuroinsieme.wordpress.com/2013/02/03/i-900-anni-dellordine-militare-di-s-giovanni-di-gerusalemme-detto-di-rodi-e-di-malta/
martedì 5 febbraio 2013
TRADIZIONE in AZIONE !
Provengo da una sana famiglia della piccola nobiltà alpina, orgogliosa delle proprie radici Walser (tedesco-vallesi), che mi ha trasmesso i Valori della nostra Tradizione europea e cristiana. Fin da bambino, ho frequentato ambienti patriottici e monarchici, ordini cavallereschi, associazioni combattentistiche e d’arma. Ho 40 anni, sono sposato con Veronica ed ho due figlie, sono laureato in scienze politiche e lavoro come consulente immobiliare. Ho incominciato a fare Politica da ragazzino ed oggi, con coerenza, passione, patriottico senso del dovere e cavalleresco spirito di servizio, mi sono candidato come Indipendente, alla Camera dei Deputati, con La Destra di Francesco Storace, all’interno della coalizione di centro-destra. Oltre ai programmi ufficiali, del partito e della coalizione, ho impegnato i futuri parlamentari de La Destra su questi punti specifici: 1) Il rientro in Patria dei Re d’Italia e, in nome della unità e pacificazione nazionale, la loro degna sepoltura nel Pantheon di Roma; 2) Una modifica della costituzione che permetta, attraverso un processo democratico ed una consultazione popolare, l’eventuale ritorno della Monarchia; 3) La tutela giuridica, come patrimonio storico nazionale, della famiglie nobili italiane (cognomi, predicati, genealogie, titoli e stemmi); 4) Un concreto sostegno alla salvaguardia delle dimore storiche (palazzi e castelli) e del loro prezioso contenuto (opera d’arte, antiquariato, gallerie e collezioni, archivi e biblioteche). Dopo le elezioni, anche se non eletto, intendo costituire, con il Vostro prezioso aiuto, quattro commissioni tematiche nazionali per studiare, approfondire ed elaborare le relative proposte legislative che saranno poi ufficialmente presentate, discusse e votate dal nuovo parlamento. F.to Milano, 4 febbraio 2013 - Nob.Cav.Dott. Roberto Jonghi Lavarini – robertojonghi@gmail.com
lunedì 4 febbraio 2013
Cattolici in Politica con La Destra!
«Possiamo raccogliere un prezioso invito da sant’Ambrogio: a quanti voglio collaborare al governo e all’amministrazione pubblica, il santo richiede che si facciano amare. Nell’opera De officiis egli afferma: “Quello che fa l’amore, non potrà mai farlo la paura. Niente è così utile come farsi amare”. D’altra parte, la ragione che muove e stimola la vostra operosa e laboriosa presenza nei vari ambiti della vita pubblica non può che essere la volontà di dedicarvi al bene dei cittadini, e quindi una chiara espressione e un evidente segno di amore. Così, la politica è profondamente nobilitata, diventando una elevata forma di carità». È Benedetto XVI che parla, nel suo discorso con le autorità, in occasione del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 2 giugno 2012). Il testo dell’intervento fa parte di Politica – «Elevata forma di carità» (160 pagine, 8 euro), volume realizzato in coedizione da Libreria Editrice Vaticana e Piccola Casa Editrice. Il percorso di questo libro intende approfondire attraverso le parole del Santo Padre il tema della politica e del bene comune, aspetti delicati per la situazione sociale e istituzionale del nostro paese.
Sant’Ambrogio «fu un governatore equilibrato e illuminato che seppe affrontare con saggezza, buon senso e autorevolezza le questioni, sapendo superare contrasti e ricomporre divisioni», continua il Pontefice. E proprio per questo alcuni princìpi che il santo seguiva sono preziosi per chi è chiamato a reggere la cosa pubblica. «L’istituzione del potere deriva così bene da Dio, che colui che lo esercita è lui stesso ministro di Dio». Parole che potrebbero sembrare strane oggi, «eppure indicano una verità centrale sulla persona», dice il Papa. «Nessun potere dell’uomo può considerarsi divino, quindi nessun uomo è padrone di un altro uomo».
Benedetto XVI ricorda un altro insegnamento: «La prima qualità di chi governa è la giustizia, virtù pubblica per eccellenza, perché riguarda il bene della comunità. Eppure non basta. Ambrogio le accompagna un’altra qualità: l’amore per la libertà, che considera elemento discriminante tra governatori buoni e cattivi. “I buoni amano la libertà, i reprobi amano la servitù”. Tuttavia, libertà non significa arbitrio del singolo, ma implica piuttosto la responsabilità di ciascuno».
Sia Roberto Jonghi Lavarini (candidato alla camera dei deputati) che Benedetto Tusa (candidato al consiglio regionale) sono esempi di cattolici praticanti impegnati in Politica, con La Destra di Francesco Storace, in difesa degli irrinunciabili Valori naturali e cristiani, della famiglia tradizionale, del diritto alla vita, della autentica solidarietà e giustizia sociale. Entrambi i candidati, accogliendo, con cavalleresco spirito di servizio, gli accorati appelli del Santo Padre e dell'Arcivescovo di Milano in favore di un ritrovato impegno politico e sociale dei cattolici in difesa del bene comune, sono scesi in campo, in prima persona, sottoscrivendo subito la piattaforma programmativa del forum italiano delle famiglie.
martedì 29 gennaio 2013
Olanda: la Regina abdica in favore del Principe ereditario.
Sua Maestà la Regina Beatrice d'Olanda ha annunciato che abdicherà in favore del figlio, Sua Altezza Reale il Principe Ereditario Willem Alexander d'Orange. In un breve ma toccante discorso alla nazione, la Sovrana, che compirà 75 anni giovedì prossimo, ha spiegato che il Principe 45enne diventerà Re il prossimo 30 aprile, aggiungendo di ritenerlo pronto per il ruolo.
lunedì 28 gennaio 2013
In difesa della piccola e media impresa.
LA DESTRA di FRANCESCO STORACE ha ufficialmente aderito e partecipato alla manifestazione della Rete Imprese Italia che si è tenuta a Milano, davanti alla sede di Confcommercio, in Corso Venezia. ROBERTO JONGHI LAVARINI (candidato alla Camera dei Deputati nella Circoscrizione Lombardia 1 di Milano) ha portato il proprio saluto e sostegno al Presidente On. CARLO SANGALLI. "La piccola e media impresa, l'artigianato ed il commercio, sono la spina dorsale della nostra nazione. Invece di continuare a salvare i parassiti della grande finanza internazionale, dobbiamo tutelera questa economia sana e reale che produce lavoro, benessere diffusp , tutela della famiglia e giustizia sociale. Bisogna assolutamente diminuire l'asfisiante tassazione che soffoca le imprese, agevolare l'accesso al credito, dare forti incentivi fiscali a chi assume o investe in formazione, innovazione e nuove tecnologie. La Destra se ne farà carico in parlamento, con assoluta determinazione" ha dichiarato Roberto Jonghi Lavarini, ricevendo molte manifestazioni di stima da parte dei partecipanti. www.reteimpreseitalia.it/
Il Manifesto delle Imprese del Territorio.
Il futuro del Paese è inscindibilmente legato alle piccole e medie imprese ed all’impresa diffusa, chiave di volta della sua competitività, struttura portante dell’economia reale e dei processi di sviluppo territoriale, luogo di integrazione e costruzione delle appartenenze.
Costruire le condizioni che consentano a queste imprese di esprimere compiutamente le loro potenzialità è una responsabilità condivisa: delle istituzioni e della politica, delle forze economiche e sociali. Una responsabilità che avvertiamo anzitutto come nostra: di chi pone al centro della propria missione di rappresentanza la relazione stretta tra imprese e territori.
Le imprese piccole e medie, l’impresa diffusa trovano nel mercato le ragioni più profonde del loro essere. Sono frutto di investimenti e di iniziativa privata, senza aiuti e sussidi, senza mercati protetti, senza monopoli e rendite di posizione. Sanno coniugare competizione ed efficienza insieme a prossimità e coesione sociale. Compongono un mondo che innova, produce ricchezza e occupazione, alimenta la connettività del tessuto sociale, accresce il patrimonio di saperi, di capacità, di operosità, di mestieri e di professionalità che appartiene alla storia del Paese. Esprimono valore sociale e sono insostituibile occasione di trasmissione e diffusione dei valori del lavoro, dell’inclusione, della solidarietà.
Hanno mostrato di sapersi misurare con i nuovi scenari competitivi. Hanno compiuto la transizione dal lavorare per produrre al produrre per competere. Hanno salde radici nel territorio e sanno esplorare il mondo. Sono le imprese che nascono dal territorio e lo disegnano. Fanno il made in Italy e lo valorizzano nel mercato globale. Si sono aperte alla contaminazione tra la produzione e il mondo dei servizi, dell’artigianato, del commercio, delle reti, del turismo. Agiscono in rete, si uniscono per competere, fanno squadra. Significano modernità e sistema-Paese. Significano futuro.
Si sono fatte portatrici di un nuovo modo di fare impresa non solo sul piano dello sviluppo economico, ma anche su quello della dinamica sociale, consolidando nel tempo il fondamentale impegno alle personali virtù del rischio, del lavoro duro e del merito.
Hanno retto l’urto della grande crisi, sviluppando percorsi differenziati e flessibili di risposta.
Sono di fronte al futuro ed ambiscono a costruirlo. Partecipano al mutamento dei codici di riferimento internazionali e nazionali, degli scenari con cui confrontarsi, fatti di rischi e opportunità. Sanno che sviluppo e crescita non sono assicurati in partenza, ma dipendono dalla qualità e forza delle scelte messe in campo, da nuove visioni, nuove prospettive, nuove modalità di azione. E da nuove forme di rappresentanza.
Rete Imprese Italia è la nuova rappresentanza delle piccole e medie imprese, dell’impresa diffusa, del popolo del fare impresa. Rete Imprese Italia nasce per dare voce comune e identità, visibilità, capacità di rappresentanza e rappresentazione a questo mondo. Rete Imprese Italia nasce per superare le logiche di rito della concertazione e per riequilibrare e ricomporre la rappresentanza delle imprese in un quadro che concretamente ne valorizzi l’apporto ai processi evolutivi del sistema-Paese. Rete Imprese Italia è un nuovo soggetto per l’interlocuzione con le istituzioni, la politica, le forze sociali.
L’Italia ha bisogno di una rotta, di una bussola, di un obiettivo, di un punto da cui partire, da cui ripartire. Le imprese, e quelle legate al territorio in modo particolare, sono soggetti capaci di dare all’Italia vitalità collettiva, innovazione continuata, efficienza ed internazionalizzazione.
Per questo, Rete Imprese Italia ha un’ambizione: modernizzare la rappresentanza delle imprese per modernizzare l’economia e la società italiana .E' una nostra responsabilità. E' un’opportunità per il Paese.
http://www.reteimpreseitalia.it/Chi-siamo/Il-Manifesto
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