sabato 16 aprile 2016

Presentazione ufficiale di ASSOCASTELLI d'Italia.





 
 
I nobili e principi si mettono in rete. I castelli? Una risorsa poco valorizzata

SPRITZ MILANO, LA RUBRICA DEL BEL MONDO MILANESE

L’Italia è il paese che possiede il più importante patrimonio architettonico e storico del mondo. Gran parte di questo è rappresentato dai suoi castelli, dai suoi palazzi e dalle sue ville. Un patrimonio, immobiliare e artistico, storico e culturale, fortemente identitario, che generalmente risulta poco valorizzato e non adeguatamente sviluppato come fonte di reddito e conseguentemente anche come forma di investimento profittevole. Per questo è nata la nuova associazione Assocastelli che in pochi mesi ha già raccolto l’adesione di circa 150 proprietari di immobili storici.
Il programma di Assocastelli, presentato in conferenza stampa a Milano, è improntato sulla operatività e prevede anzitutto la creazione di una nuova e innovativa piattaforma multimediale. La piattaforma sarà suddivisa in due differenti ambiti: Guest Book, per la prenotazione dell’ospitalità nei castelli, nei palazzi e nelle ville d’Italia; Regal Shop per la vendita on line di prodotti “Made in Italy” provenienti dai castelli, dai palazzi e dalle ville (editoria, artigianato, cosmetica, erboristeria, gadget e, naturalmente, enogastronomia DOCG dei nostri diversi territori). Le attività di Assocastelli interesseranno anche l’ambito assicurativo e bancario. E’ in fase di definizione la Polizza Castelli per la copertura assicurativa degli edifici e il servizio di factoring sui contributi ministeriali destinati agli interventi di conservazione e restauro degli edifici vincolati. Non solo, per tutti questi necessari interventi conservativi, è anche prevista la consulenza tecnica gratuita di un gruppo di professionisti del settore edile. Non a caso, in sala si sono visti l’ingegnere Dario Aluzzo della storica impresa di impermeabilizzazioni Ing.Alajmo e l’architetta Barbara Delitala del Gruppo Redomus.
L’attività di promozione dell’associazione interesserà l’ambito nazionale, ma soprattutto, quello internazionale. Con un road show che avrà come obiettivo quello di far conoscere il più possibile il patrimonio architettonico italiano all’estero. Un patrimonio che può rappresentare una concreta opportunità di lavoro, in vari ambiti, per i giovani. L’Italia è un paese da favola e Assocastelli lo racconta attraverso i suoi castelli, i suoi palazzi e le sue ville. A fare gli onori di casa Ivan Drogo Inglese, antica famiglia di baroni siciliani (di San Giacomo del Pantano) che di amministrazione di immobili storici se ne intende essendo rettore, da oltre 10 anni, dell’Istituto Pontificio Benedetto XV: “Il sistema dei castelli, dei palazzi e delle ville rappresenta l’asset principale del nostro paese” ha dichiarato. “Per gli immobiliaristi è una grande opportunità sostenere Assocastelli” ha aggiunto Federico Filippo Oriana presidente di ASPESI (associazione nazionale delle società di promozione e sviluppo immobiliare), che era presente insieme a Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia. Il giovane conte e imprenditore agricolo Alessandro Calvi di Bergolo, vice presidente di Assocastelli ha sottolineato come “il progetto “rappresenti uno strumento efficace e moderno per promuovere e valorizzare il patrimonio architettonico italiano”. Ospite d’onore e testimonial internazionale di Assocastelli non poteva che essere il principe Emanuele Filiberto di Savoia, erede al trono virtuale del Regno d’Italia: “L’iniziativa di Assocastelli mi ha entusiasmato da subito. Sono lieto di essere stato scelto come ambasciatore del sistema dei castelli, dei palazzi e delle ville italiane nel mondo”. Presenti in sala, oltre ad una ventina di “castellani”, imprenditori e professionisti, giornalisti e studiosi, e numerosi volti noti, fra questi: Roberto Jonghi Lavarini, in rappresentanza dell’associazione Aristocrazia Europea, il giornalista e scrittore Marco Valle del Touring Club Italiano, il Prof. Roberto Comneno d’Otranto, insegnante di Economia del Turismo alla Università Statale Bicocca di Milano, ed il Prof. Silvio Bolognini (E-Campus) che, insieme ad altri docenti universitari, daranno vita al Comitato Scientifico di Assocastelli.
 
 

 

Associazione dei Proprietari di Castelli, Palazzi e Ville d'Italia
Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare
 
 
Presidente: Ivan Drogo Inglese

v.Presidente: Alessandro Calvi di Bergolo

Presidente Comitato Scientifico: Prof. Roberto Comneno d'Otranto
(Docente di Economia del Turismo presso l'Università Statale Bicocca di Milano)
 

Ambasciatore nel Mondo: S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia

 
 
Consiglio Nazionale: Alessandro Calvi di Bergolo, Enrico Campagnoli (Presidente FIABCI), Giacomo Cattaneo Adorno, Aldo Cichero, Roberto Comneno d’Otranto, Ivan Drogo Inglese, Filippo Gaslini Alberti, Ruggeromassimo Jannuzzelli, Roberto Jonghi Lavarini (Aristocrazia Europea), Vittorio Invernizzi, Giuseppe Lupis Rogges, Federico Filippo Oriana (Presidente ASPESI), Fulco Ruffo di Calabria. Comitato Scientifico: Silvio Bolognini (E-Campus), Gianfranco Benedetto (LIUC), Onelio Francioso, Emilio Petrini Mansi della Fontanazza (Università Pontificia), Paolo Manazza (Corriere della Sera), Massimo Grecchi, Marco Valle (TCI), Alessio Varisco.
 

Possono aderire gratuitamente tutti coloro che posseggono un qualsiasi tipo di immobile storico ma anche gli studiosi e gli appassionati della materia che ne fanno motivata richiesta:

martedì 1 marzo 2016

Collegio Araldico Italiano

Presidente d'onore

Sua Em.za Rev.ma il Cardinale Andrea CORDERO LANZA dei Marchesi di MONTEZEMOLO
 

Presidente

Cavaliere Narciso SALVO di PIETRAGANZILI, Marchese di PIETRAGANZILI

Vice Presidenti

Conte Don Antonello del Balzo di Presenzano, Duca di Presenzano
Professore Luigi Borgia

Segretario Generale

Nobile Fabrizio ANTONIELLI dei Conti di OULX e dei Baroni di COSTIGLIOLE

Consiglieri di Presidenza emeriti

Conte Don Vincenzo CAPASSO delle PASTENE TORRE, Conte delle PASTENE e di CAPRARA, già Vice Presidente e Decano
Professore Giorgio MARINO
Marchese Aldo PEZZANA CAPRANICA DEL GRILLO, già Vice Presidente
Don Ludovico Principe ROSPIGLIOSI, già Vice Presidente
Nobile Francesco SANSEVERINO del baroni di MARCELLINARA
Nobile Paolo dei Conti Tournon

Consiglieri di Presidenza

Dottore Maurizio BETTOJIA
Don Alessandrojacopo Principe BONCOMPAGNI LUDOVISI ALTEMPS
Nobile Salvatore BORDONALI, Signore di PIRATO
Don Scipione Principe BORGHESE, Principe di SULMONA
Don Fabrizio MASSIMO Brancaccio Principe e Signore di Arsoli
Conte Roberto COLONNELLO BERTINI FRASSONI
Marchese Don Roberto DENTICE dei Duchi di ACCADIA
Monsignore Don Luigi De PALMA
Nobile Stefano GRILLO di RICALDONE
Nobile Carlo Emanuele dei Conti MANFREDI
Conte Don Carlo Marullo di Condojanni, Principe di CASALNUOVO
Nobile Giovanni Maria Ludovico Necchi Villa della Silva
Nobile Arturo Nesci di Sant'Agata
Don Riccardo Paternò Conte di Montecupo, dei Duchi di San Nicola
Nobile Pippo Reviglio dei Conti della Veneria
Nobile Tomaso Ricardi di Netro, dei Conti di Groscavallo e dei Signori di NETRO
Don Ferdinando Sanfelice dei Marchesi di Monteforte, dei Duchi di Bagnoli
Nobile Donna Gloria SALAZAR.
Dottore Angelo Scordo
Conte Vittorio VITALINI SACCONI

Comitato Scientifico
Dottoressa Ilaria Buonafalce
Conte Pietro Fracanzani
Barone Enrico Genta Ternavasio
Nobile Onorevole Alberto Lembo
Don Alberico Lo Faso, Duca di Serradifalco
Nobile Filippo Orsini
Dottore Gabriele Rejna
Marchese Domenico SERLUPI CRESCENZI OTTOBONI

Comitato di redazione della Rivista del Collegio Araldico
Conte Don Niccolò d’Aquino dei Principi di Caramanico
Nobile Paolo Fabris de Fabris
Nobile Giovanni Giunipero, signore di Corteranzo
Nobile Francesco Ferrante Lombardo, Barone di San Chirico
Nobile Francesco Alessandro Magni
Conte Gustavo Maria Mola, Conte di Nomaglio
Nobile Clemente Alessandro Feltrino Riva dei Conti Sanseverino
Nobile Roberto Maria Colombo Sandri Giachino
 
Comitato per la Comunicazione
Nobile Fabrizio ANTONIELLI dei Conti di OULX e dei Baroni di COSTIGLIOLE
Nobile Marco LUPIS MACEDONIO PALERMO di SANTA MARGHERITA
Conte Andrea Nuñez del Castillo , marchese di San Felipe e Santiago
Nobile Andrea dei Marchesi Serlupi Crescenzi
 

Collegiati Effettivi

Cavaliere Nobile Don Vincenzo AMAT, Marchese di SAN FILIPPO (fondatore)
Conte Don Giovanni Maria ANNONI, Conte di GUSOLA (fondatore)
Nobile Fabrizio ANTONIELLI dei Conti di OULX e dei Baroni di COSTIGLIOLE (fondatore)
Nobile Marianna FranzA Hellmann Antonielli dei Conti d’Oulx e dei Baroni di Costigliole (fondatore)
Conte Emanuele Giuseppe Calvi Parisetti, Conte di COENZO (fondatore)
Nobile Mario Coda (fondatore)
Conte Enrico Cordero dei Marchesi di Montezemolo (fondatore)
Nobile Paolo Fabris de Fabris (fondatore)
Nobile Umberto Ferrari, Barone di Pantane (fondatore)
Conte Marcello Maria Fracanzani (fondatore)
Nobile Stefano Grillo di Ricaldone (fondatore)
Conte Carlo Gustavo dei Conti di Gropello (fondatore)
Barone Massimo l'HERMITE de NOrdis di Dernazacco (fondatore)
Dottore Nicola Jerace (fondatore)
Conte Manfredi Landi, Marchese di Chiavenna (fondatore)
Don Alberico Lo Faso, Duca di Serradifalco (fondatore)
Nobile Marco LUPIS MACEDONIO PALERMO dei Principi di SANTA MARGHERITA (fondatore)
Nobile Carlo Emanuele dei Conti Manfredi (fondatore)
Don Giancarlo dei Duchi Melzi d’Eril dei Duchi di Lodi (fondatore)
Conte Gustavo Maria Mola, Conte di Nomaglio (fondatore)
Don Goffredo Morra, Principe di Morra, Duca di Mancusi (fondatore)
Nobile Arturo Nesci di Sant'Agata (fondatore)
Don Alberto Notarbartolo, Principe di Furnari (fondatore)
Nobile Emanuele Olmi (fondatore)
Conte Paolo Ponzani (fondatore)
Nobile Tomaso Ricardi di Netro dei Conti di Groscavallo (fondatore)
Conte Giovanni Riccardi Candiani (fondatore)
Nobile Clemente Alessandro Feltrino Riva dei Conti Sanseverino (fondatore)
Nobile Amedeo Rosboch (fondatore)
Cavaliere Narciso Salvo di PIETRAGANZILI, Marchese di Pietraganzili (fondatore)
Nobile Roberto Maria Colombo Sandri Giachino (fondatore)
Barone Guglielmo Scammacca della Bruca e di Criscinà (fondatore)
Nobile Andrea dei Marchesi Serlupi Crescenzi (fondatore)
Nobile Ferdinando Testoni Blasco (fondatore)
Don Diego Duca de Vargas Machuca, Marchese di Vatolla (fondatore)
 
 
Collegio Araldico -Via Crescenzio 103 - 00193 Roma - Italia - +39 06 6861395

lunedì 22 febbraio 2016

ASSOCASTELLI 2016



I nobili si alleano per vincere la crisi

Mantenere le dimore storiche costa troppo: marchesi e baroni uniti per resistere. E rilanciare il turismo

IL GIORNALE - Articolo di Michelangelo Bonessa
 Rassegna Stampa 22 febbraio 2016

 
Le nuove leve dell'aristocrazia terriera partono lancia in resta. Un centinaio di nobili e ricchi borghesi si è unito in un'associazione per rilanciare economicamente le rispettive proprietà immobiliari: i tempi sono duri per tutti e non si possono manutenere facilmente castelli e edifici storici.
 
Per questo è nata a Milano Assocastelli dall'iniziativa delle nuove generazioni del bel mondo: l'età media degli aderenti, che possono contare su testimonial europei d'eccezione come l'Arciduca d'Austria Carlo d'Asburgo e il Granduca di Russia George Romanof, è di 45 anni. E in gran parte provengono dal Nord Ovest italiano, Piemonte e Lombardia in testa, proprio le stesse zone dove il Conte di Cavour e l'aristocrazia illuminata ottocentesca importarono dall'Inghilterra il modello del proprietario terriero imprenditore. Una figura opposta per valori a quella del nobile nella concezione spagnola, dove l'ideale era una persona il più distaccata possibile dalle cose materiali come la gestione dei propri fondi. E sull'esempio dell'artefice dell'Unità italiana anche i cento di Assocastelli, che ha tra i suoi fondatori i baroni Ivan Drogo Inglese e Roberto Jonghi Lavarini e l'avvocato Federico Filippo Oriana, vogliono «creare un sistema virtuoso e sinergico di accoglienza turistica, organizzazione di eventi pubblici e privati, e valorizzazione de territorio, della enogastronomia e dell'artigianato locale, attraverso una serie di iniziative sociali ed il lancio di una nuova piattaforma internet, con particolare attenzione alla possibile clientela americana, russa e cinese». Diventare cioè il motore economico per molte comunità. In alcuni casi si tratterà di potenziare quanto già iniziato: il Marchese Giacomo Cattaneo Adorno Giustiniani di Gabiano è proprietario dell'omonimo castello e produce vino, così come per il castello di Piovera del Conte Alessandro Calvi di Bergolo e Rocca Saporiti. O come per il barone Giulio Cesare Ferrari Ardicini, la cui famiglia è proprietaria di storici palazzi in Lombardia e Piemonte oltre che della tenuta agricola Colle Alberti nel Chianti. La nuova unione è nata tra gli aderenti dell'Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare (Aspesi) e circa il 70% dei soci appartiene a famiglie della aristocrazia storica, anche se vista l'età media parliamo delle nuove generazioni. Un gruppo che non ha finalità politiche, ma imprenditoriali e che punterà su alcuni mantra di oggi come la qualità del made in Italy. E che potrebbe rappresentare una leva economica per molte zone depresse della penisola visto che i timidi segnali di ripresa si avvertono soprattutto nelle grandi città e nei pochi centri industriali rimasti. Dallo stesso clima innescato dall'aristocrazia imprenditoriale ottocentesca scaturirono le energie per grandi opere come il canale Cavour: con i suoi 83 chilometri è una delle più vaste opere di ingegneria idraulica in Italia e ha permesso lo sviluppo delle zone agricole di Vercelli e Novara. E, oltre che essere fondamentale tutt'oggi per l'economia del territorio, all'epoca fu costruito in tempi record: approvato dal Parlamento nel 1862, fu completato del 1866. Tre anni per un'opera di quasi cento chilometri e che attraversava diverse Amministrazioni e strade. Confrontarlo con qualsiasi cantiere statale odierno sarebbe impietoso. E comunque questi cento aderenti sono solo l'inizio: i fondatori non vogliono fermarsi qui, ma ampliare gradualmente i soci anche oltre i confini nazionali. Per questo i testimonial come Carlo d'Asburgo e George Romanoff sono più che un semplice volto. E sembra che saranno coinvolti anche i principi italiani Emanuele Filiberto di Savoia e Carlo di Borbone delle Due Sicilie. L'obiettivo finale è un network internazionale di attività in tutto il continente: «Si tratta di riprendere alcune buone tradizioni del feudalesimo - spiega il barone Jonghi Lavarini - come il contatto con il territorio». Si torna indietro, per andare avanti.
 
 
 
 


giovedì 11 febbraio 2016

ASSOCASTELLI



 
Nasce a Milano, in collaborazione con ASPESI (Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare), ASSOCASTELLI (Associazione Proprietà Castelli, Palazzi e Ville d'Italia), a tutela e sostegno culturale, legale, legislativo ed economico dello straordinario patrimonio storico, artistico, ambientale, identitario ed enogastronomico del territorio italiano. Questi i soci fondatori: Barone Dott. Ivan Drogo Inglese (Presidente), Conte Dott. Alessandro Calvi di Bergolo e Rocca Saporiti (vice Presidente), Avv. Federico Filippo Oriana (Presidente ASPESI), Barone Dott. Roberto Jonghi Lavarini (Aristocrazia Europea), Marchese Giacomo Cattaneo Adorno Giustiniani di Gabiano, Marchese Giuseppe Lupis Rogges, Arch. Aldo Cichero. Informazioni: tradizioneuropea@gmail.com

martedì 2 febbraio 2016

Giuseppe Ganassini con George Romanoff.

GIUSEPPE GANASSINI di CAMERATI
con Marco Bruciamonti, Roberto e Veronica Jonghi Lavarini 
e GEORGE ROMANOFF di RUSSIA


 
 
Uno zar a spasso per Milano. Romanoff fa impazzire i super-vip.

Si è conclusa la visita ufficiale milanese di Sua Altezza Imperiale il Principe Zarevic George Romanoff, Granduca di tutte le Russie. Il giovane e simpatico principe russo, oltre ad essere il legittimo erede al trono degli Zar…

 
Si è conclusa la visita ufficiale milanese di Sua Altezza Imperiale il Principe Zarevic George Romanoff, Granduca di tutte le Russie. Il giovane e simpatico principe russo, oltre ad essere il legittimo erede al trono degli Zar, e devotissimo rappresentante del Patriarcato Russo Ortodosso di Mosca, è ambasciatore culturale e commerciale della Russia, in perfetta sintonia con il governo e le politiche del presidente Vladimir Putin, del quale, oltre ad essere sostenitore e collaboratore, è amico personale.

Per questo, oltre ad incontrare la comunità russa ortodossa di Milano ed i rappresentanti dell’aristocrazia europea, nel corso dei tre giorni, ha anche avuto importanti e strategici incontri istituzionali, con la Regione Lombardia (ricevuto dal presidente Roberto Maroni e dall’assessore Giulio Gallera), con Assolombarda Confindustria, Confagricoltura, Borsa di Milano e Mediobanca. George Romanoff, sempre accompagnato dal suo rappresentante in Italia, il nobile milanese Mario Filippo Brambilla di Carpiano (delegato della Fondazione Imperiale, ente benefico internazionale sulla ricerca sul cancro, e socio dello studio di consulenza commerciale internazionale Romanoff & Patners, con sede principale a Bruxelles), da monsignore Dimitri Fantini (archimandrita della Chiesa Ortodossa di Via Giulini a Milano) e dal barone Roberto Jonghi Lavarini (fra i promotori dell’associazione culturale Aristocrazia Europea, immobiliarista, bene introdotto negli ambienti politici lombardi) ha ufficializzato il suo rapporto di collaborazione con Lombardia-Russia, ed i suoi satelliti in Liguria e Piemonte, la più grande, storica ed organizzata associazione culturale filo-russa in Italia, presieduta da Gianluca Savoini, giornalista esperto di geopolitica.

L’evento certamente più significativo è stata la conferenza che si è tenuta presso lo studio legale Grimaldi, sulle opportunità economiche in Russia e le sanzioni, al quale hanno partecipato un centinaio di selezionatissimi imprenditori ed investitori. Relatori sono stati: Anna Marino (giornalista del Sole 24 Ore), l’avvocato Maurizio Mengassini (esperto di diritto pubblico nazionale ed internazionale), il professore Fabrizio De Marinis (intellettuale, storico e giornalista), l’imprenditore Ernesto Preatoni, Rebecca Bettarini (dirigente di Finmeccanica) e, non poteva mancare, il principe Guglielmo Giovannelli Marconi (presidente del centro studi internazionali Libere Identità Europee).

Fra il pubblico, sono stati notati altri nomi noti dell’imprenditoria lombarda come: Marco Bruciamonti (Farmagan), Ivan Drogo Inglese (ASPESI), Giuseppe Ganassini di Camerati (Rilastil) e Giulio Livoni (MUSA). A conclusione di questo tour imperiale, vi è stato, “va san dir”, un esclusivo ricevimento presso il magnifico palazzo nobiliare dell’avvocato Alessandro Verga Ruffoni Menon, a San Fermo della Battaglia, in provincia di Como, al quale hanno presenziato amici e sostenitori, sia russi che italiani, dello Zarevic e rappresentanti di famiglie storiche, dai Dalla Chiesa ai Paternò, una media di due cognomi a partecipante, come i conti: Giuseppe Manzoni di Chiosca e Poggiolo, Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant’Anna, Alessandro Romei Longhena e Paolo Vandelli Bulgarelli di Marsciano.
 
 
 
 


 
 

 


 
 

giovedì 22 ottobre 2015

Affari Italiani intervista Anna Ganassini di Camerati

Anna Ganassini: “Investiamo nella Milano della bellezza”, tra storia e innovazione. L’intervista

Esiste dal 1935, è nel ranking delle prime aziende farmaceutiche e cosmetiche italiane. Eppure, lo sguardo dell’Istituto Ganassini è un po’ come quello di Anna Ganassini di Camerati: rivolto al futuro. Famiglia di antica nobiltà lombardo-veneta, figlia di Domenico e pronipote del professore che diede le formule per aprire l’impresa, Anna Ganassini oggi è vicepresidente. Parla ad Affaritaliani.it dell’azienda, ovviamente, ma anche di Milano, delle acquisizioni all’estero, del fatturato, delle prospettive, della crisi: “Se questa metropoli è a place to be? Forse sì. Di certo ci vuole più attenzione a chi produce e anche ai dettagli…”

L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

 
Esiste dal 1935, è nel ranking delle prime aziende farmaceutiche e cosmetiche italiane. Eppure, lo sguardo dell’Istituto Ganassini è un po’ come quello di Anna Ganassini di Camerati: rivolto al futuro. Famiglia di antica nobiltà lombardo-veneta, figlia di Domenico e pronipote del professore che diede le formule per aprire l’impresa, Anna Ganassini oggi è vicepresidente. Parla ad Affaritaliani.it dell’azienda, ovviamente, ma anche di Milano, delle acquisizioni all’estero, del fatturato, delle prospettive, della crisi: “Se questa metropoli è a place to be? Forse sì. Di certo ci vuole più attenzione a chi produce e anche ai dettagli…” L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT
 
Anna Ganassini, questa azienda arriva da lontano.
L’Istituto Ganassini arriva da molto lontano. Il mio bisnonno era il professor Domenico Ganassini. Teneva la cattedra di Chimica all’Università di Pavia. I due figli maschi hanno fondato l’Istituto Ganassini nel 1935 con l’ausilio del know how delle formule del padre che è stato a tutti gli effetti il punto di partenza.
Inizialmente l’Istituto è un’azienda farmaceutica tout court.
Sì. Solo nel 1970, devo dire con grande lungimiranza, mio padre decide di convertirla, ma non del tutto, ad azienda cosmetica. Una parte di farmaceutica l’abbiamo mantenuta. E soprattutto abbiamo mantenuto l’iter farmaceutico, lo studio dei prodotti a livello farmaceutico. Il terzo piano di questo stabile (in via Pietro Gaggia, ndr) è dove sono ubicati i laboratori.
Ci racconta come avviene la realizzazione di un prodotto?
Tutto parte dalla strategia aziendale. Strategia aziendale è una grande parola che dice chi vuoi essere e dove vuoi andare e come ti vuoi presentare al mercato. La scelta dei prodotti nasce da diverse esigenze. Si individua il bisogno da soddisfare e a quel punto si mette in pista la squadra di tecnici che soddisfino quel bisogno con un prodotto e quindi con una formulazione chimica. Poi noi la mettiamo sul mercato. Quello che ci piace molto comunicare è che la nostra azienda controlla al 100 per cento il ciclo del prodotto. Dalla prima idea al prodotto finale. Niente terzisti.
Oggi a quale bisogno state dando risposta?
In questo momento al bisogno di semplificazione. Mentre negli anni scorsi c’è stata una specializzazione e una frammentazione dell’offerta e dei prodotti, adesso la tendenza è quella di semplificare anche perché il consumatore vuole meno sprechi. C’è una sensibilità per l’ambiente che si sta diffondendo sempre di più e che noi rispettiamo e incoraggiamo. Quindi noi ci stiamo concentrando su questa idea: alleggerire l’offerta con prodotti specifici ma meno frammentati.
E’ vero che il mercato del benessere e della bellezza tira ancora oggi malgrado la crisi?
Un po’ si è contratto, questo va detto. Gli anni d’oro in cui la cosmetica in farmacia cresceva a doppia cifra anno su anno sono finiti. Il boom era dovuto a due fattori. Il primo era il fatto che il canale della farmacia è stato l’ultimo ad affacciarsi alla bellezza. Il secondo motivo è che il consumatore ha individuato nel farmacista una persona seria che può consigliare e vendere il prodotto più rispondente alle sue esigenze. Il consumatore ha dato fiducia a questo canale. Ma con la crisi la diminuzione della crescita c’è stata. Detto questo, rispetto ad altri settori, noi non possiamo lamentarci.
Torniamo all’Istituto Ganassini: quanti dipendenti avete?
Duecento in Italia tra collaboratori e dipendenti. Poi c’è l’estero. Abbiamo partecipazioni in Spagna e Francia. L’azienda spagnola ha sede a Barcellona, acquisita nel 2009, e hanno dei brand cosmetici alcuni da profumeria e altri da parafarmacia. E’ una nostra controllata, hanno circa 250 dipendenti. In Francia invece siamo sbarcati quasi due anni fa ed è una realtà più piccola, con una ventina di posti di lavoro. In quel caso la produzione è fatta da terzisti.
In questi lunghi anni di crisi si è detto che l’accesso al credito era ed è uno dei problemi più complessi.
Devo dire che da questo punto di vista rendo onore al merito a mio padre che con le banche ha sempre intrattenuto ottimi rapporti. Anche se poi, a dirla tutta, le banche guardano i bilanci, e dai bilanci danno più o meno credito. I nostri bilanci sono a posto: abbiamo un fatturato di circa 60 milioni in Italia, 30 milioni in Spagna e meno di 10 in Francia. Possiamo dire che questa azienda ha circa un fatturato di 100 milioni di euro.
Non è poco. Qual è la vostra strategia da qui al 2018?
Abbiamo già un elenco di prodotti e novità molto ricco. Abbiamo un marchio che si chiama Korff che è un marchio fashion molto cosmetico nell’accezione più pura del termine. E’ una acquisizione del 2009 e sta affermando il suo primato in farmacia con il make up. A proposito di posizionamenti strategici, in via Mercato 18 abbiamo aperto il primo flagship store di Compagnie de Provence, la nostra controllata francese: sta diventando un distretto della bellezza e noi ci siamo. Abbiamo voluto investire in questa scommessa.
Un altro brand storico è Rilastil.
Sempre di più brand dermatologico, brand tecnico. I nostri marchi sono molto differenziati. Pur avendo il medesimo canale, ovvero la farmacia, hanno consumatrici molto diverse. Rilastil è stato il primo prodotto a nascere come cosmetico ma dalla pancia di una mamma farmaceutica. Poi negli anni abbiamo migliorato la confezione e la comunicazione e anche il logo si è ingentilito ma su un punto siamo fermi: non vogliamo che diventi un prodotto cosmetico.
Parliamo di Milano. Dicono che è the place to be.
Un certo fermento si nota. Poi si sa: le aziende anche a Milano camminano da sole. Noi un po’ di ripresa la sentiamo. Mentre prima sfruttavamo l’estero, ora il mercato si sta muovendo.
Che cosa chiederebbe a chi ha il potere di decidere?
Ci vorrebbe una vicinanza più stretta, almeno conoscerci con chi amministra. Faccio un esempio?
Prego.
Siamo un’azienda di Milano, diamo lavoro ai milanesi. Abbiamo un magazzino farmaceutico certificato. Quindi vuol dire che dalla via Gaggia, dove ci troviamo, arrivano i camion. Banalmente hanno deciso di restringere la via Gaggia. Hanno messo due bei marciapiedi in questa zona industriale.  I camion non riescono a passare. Lo scotto è che devono arrivare alle 7 di mattina per non intasare il traffico, visto che deve fare 200 manovre. Bastava avere un dialogo minimo e questo non sarebbe successo… E dire che siamo tra le prime aziende cosmetiche italiane e tra le più antiche. Nostro nonno scelse questa sede perchè una volta a Porto di Mare c’era l’acqua, e quindi c’era il porto oltre che le rotaie del treno. Era strategico per nostro nonno quando aveva comprato. Oggi per i nostri camion è diventato un incubo.
 
@FabioAMassa
 

mercoledì 21 ottobre 2015

Visita degli Asburgo a Milano.



 
 
Articolo pubblicato da AFFARI ITALIANI, primo giornale online italiano:
 
Milano, tre giorni di altezze imperiali.
Gli Asburgo tra cerimonie e galà. Spritz

Mica capita sempre di avere due altezze imperiali sotto la Madonnina. Per tre giorni, poi. All’ombra del Duomo sono arrivati l’Arciduca Ereditario Carlo d’Asburgo Lorena e suo fratello Giorgio. L’occasione? Il bicentenario dell’istituzione del Regno Lombardo Veneto… SPRITZ MILANO, LA RUBRICA DEL BEL MONDO MILANESE

Mica capita sempre di avere due altezze imperiali sotto la Madonnina. Per tre giorni, poi. All’ombra del Duomo sono arrivati l’Arciduca Ereditario Carlo d’Asburgo Lorena e suo fratello Giorgio: il bicentenario dell’istituzione del Regno Lombardo Veneto ha dato l’occasione di una storica visita ufficiale alla citta lombarda, organizzata dal Circolo del Regno Lombardo Veneto e del St-Georg Orden col beneplacito della Imperial Regia Cancelleria della Famiglia Asburgo, che si è articolata in appuntamenti pubblici e privati, in cui gli Arciduchi hanno avuto modo di incontrare non solo esponenti della nobiltà, ma anche autorità civili, religiose e accademiche, e illustri membri della società civile.
 
La visita si è aperta venerdì scorso con una lectio magistralis tenuta dall’arciduca Carlo nell’Università Cattolica di Milano, in cui ha illustrato quali siano gli intendimenti e gli sforzi che ancor oggi -seppur senza avere troni e corone- gli Asburgo stanno profondendo per una vera Europa cristiana e federale, in cui la Mitteleuropa (ossia i popoli e le regioni del vecchio Impero – e fra questi, anche Lombardia e Veneto) deve ritrovare il suo ruolo guida. Nel pomeriggio, visite private in Regione e in Arcivescovado, per concludere con una cena offerta dal conte friulano Giuseppe Rizzani. Il sabato è stato dedicato alle cerimonie del Konventum  del St-Georg Orden: la Serbidiola (l’inno imperiale, musicato da franz Joseph Haydn nel 1797) è risuonata in Piazza Duomo, eseguita dalla Banda Imperial Regia, che segue gli Asburgo nelle loro visite in Europa. Poi, una solenne Messa e l’incontro con un variegato e numeroso pubblico davanti alla Chiesa di San Carlo al Corso, dove chiunque ha potuto conoscere e salutare gli eredi di Cecco Beppe. Alla sera, invece, durante un più esclusivo galà nelle sale di Palazzo Bocconi, più di duecento persone appartenenti all’aristocrazia e provenienti da tutto il vecchio Impero hanno levato i calici alle migliori fortune del Lombardo Veneto e della Casa Imperiale, chiudendo così la parte pubblica di queste prime celebrazioni. Domenica l’Arciduca Georg ha invece incontrato, in stretta cerchia, Soci e Amici del Circolo del Regno Lombardo Veneto, incoraggiandoli a proseguire nell’opera di custodia della tradizione e della storia dell’antico Regno, guardando al futuro per costruire un’Europa migliore. Le celebrazioni proseguiranno poi con l’ormai tradizionale Convegno di Studi Mitteleuropei che il Circolo del Regno Lombardo Veneto, in collaborazione con l’Associazione Culturale Aristocrazia Europea, ha fissato per il prossimo sabato 21 novembre.
 

 
Nelle foto: Le Loro Altezze Reali et Imperiali, i Principi ed Arciduchi d'Austria, il capo famiglia Carlo ed il cadetto Giorgio D'Asburgo Lorena, eredi del Sacro Romano Impero, insieme al Barone Roberto Jonghi Lavarini, al Nobile Diego Martino Zoia (Presidente del Circolo del Regno Lombardo Veneto) ed al Conte Andrea Boezio Bertinotti.


 
 
http://www.aristocrazia.eu/ - https://www.facebook.com/aristocraziaeuropea

venerdì 11 settembre 2015

domenica 14 giugno 2015

sabato 30 maggio 2015

ARISTOCRAZIA EUROPEA

 
 
Associazione Culturale Aristocrazia Europea.
 
Noi siamo sostenitori e moderni interpreti del principio spirituale e filosofico di aristocrazia, nella sua corretta interpretazione, etimologica greca, tradizionale e cristiana, di “governo dei migliori”, di naturale selezione e gerarchia del merito. I nostri riferimenti storici, culturali ed ideali solo le polis greche, il patriziato romano, la cavalleria cristiana medievale, il Sacro Romano Impero, la società organica feudale, il rinascimento italiano e le monarchie tradizionali. La vera nobiltà è solo quella nazionalpopolare, identitaria, del pensiero e dell’azione,  al servizio della propria comunità e del proprio territorio, esempio, oltre che di cultura, buon gusto e buone maniere, soprattutto di assoluta lealtà, profondo senso di giustizia, del dovere e del sacrificio, autentico patriottismo, coraggio e fedeltà alla religione, alla corona ed alla parola data. La nostra associazione culturale, diversamente da tutte le altre, si rivolge sia a quella minoranza di nobili legittimi, che, avendo ereditato, dai propri antenati, stemmi e corone, rimangono fedeli a questa missione aristocratica che, a tutti coloro, cavalieri e autentici gentiluomini, condividono questi principi e valori.
Siamo una associazione culturale, libera ed indipendente, non a fini di lucro, promossa da un gruppo di autentici aristocratici e cavalieri, sotto l’alta protezione di un Principe europeo e di un Cardinale di Santa Romana Chiesa, con il sostegno e la collaborazione di alcuni docenti universitari ed esponenti del mondo della cultura, della impresa e della politica italiana. Siamo presenti in tutte le regioni italiane, ben radicati nella società, in ottimi rapporti con tutti gli Ordini Cavallereschi e le Case Sovrane europee, organizziamo iniziative culturali e benefiche, offriamo serissimi ed esclusivi servizi genealogici ed araldici. La vera nobiltà non è mai stata e non può essere un fenomeno statico e museale,  tantomeno statistico o mondano, ma, al contrario una viva tradizione culturale, una visione del mondo ed uno stile di vita, un giusto criterio di selezione della classe dirigente, di meritata premiazione dei migliori appartenenti ad una comunità, ad un popolo, ad una nazione. Noi tuteliamo certamente i legittimi diritti storici della nobiltà ereditaria ma sosteniamo maggiormente quella personale che ogni uomo, nella sua vita, può conquistare e raggiungere, migliorando se stesso, elevandosi spiritualmente verso l’alto.
STORIA e CULTURA
La storia della nostra Europa, delle nostre città e nazioni, coincide con quella delle grandi famiglie nobili e degli ordini religiosi e cavallereschi che hanno governato, per oltre un millennio, le nostre terre, rendendole ricche di castelli e monasteri, palazzi e chiese, opere d’arte, leggi ed istituzioni, che, ancora oggi, sono immenso patrimonio artistico e culturale della nostra civiltà. La vera aristocrazia è custode e portatrice di questa tradizione che è sintesi, stratificata e  consolidata, della filosofia greca, in particolare di Platone, della legislazione romana, della religiosità cristiana e dello spirito germanico, che ha trovato nel Sacro Romano Impero di Carlo Magno la sua più alta realizzazione spaziotemporale.
NOBILI e CAVALIERI
 
La stato italiano, a differenza delle monarchie e di altre repubbliche europee, non riconosce e non tutela i titoli nobiliari e gli stemmi araldici, in quanto tali. Dopo la scomparsa dell’ultimo Re d’Italia, Umberto II di Savoia, non esiste più una seria ed unica autorità, ufficiale e riconosciuta, che si occupi di questo patrimonio, ma operano autonomamente almeno una ventina, gran parte meritevoli, di albi, enti ed associazioni private, ognuna con i propri criteri e modus operandi. Oltre ai competenti uffici delle Case Sovrane e degli Ordini Cavallereschi (di Malta, Mauriziano e Costantiniano), riferimenti affidabili in materia sono certamente il Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, la Società Genealogica Italiana ed il Centro Studi Araldici. Esistono diverse associazioni, sodalizi e confraternite cavalleresche (soprattutto dinastiche e neo-templari), molte delle quali assolutamente legittime, serie e benemerite,  ma gli Ordini, prettamente detti, oltre a quelli statuali delle singole nazioni e Case Sovrane, sono solo quelli ufficialmente riconosciuti dalla stato italiano e dalla Santa Sede: lo SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta), l’OESSG (Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme), l’Ordine Teutonico, l’OSSML (Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro) e quello Costantiniano di San Giorgio (delle tre diverse obbedienze di Parma, Napoli e Spagna).
ARALDICA e GENEALOGIA
L’araldica è una millenaria forma di comunicazione tradizionale e simbolica. In collaborazione con i migliori araldisti (studiosi, esperti ed artisti), italiani ed europei, riproduciamo, rielaboriamo o realizziamo ex novo, in maniera assolutamente canonica e rigorosa, stemmi (nobiliari, di famiglia e personali, matrimoniali e genealogici, ecclesiastici e religiosi, militari, borghesi, di ordini cavallereschi, confraternite, sodalizi e corporazioni) su cartoncino, tela, legno e pietra. Possiamo anche realizzare i tradizionali anelli chevalier e gioielli araldici, tromplei e affreschi, riprodurre stemmi su tessuti, argenteria e ceramiche. Possiamo usare qualunque materiale e tecnica, realizzare disegni di qualsiasi dimensione, digitalizzarli per qualsiasi scopo. Siamo gli unici, in Italia, a proporre due tipologie artistiche molto particolari come quadri allegorici (ad olio su tela, misure a partire da 30x20cm) di scomposizione e ricomposizione simbolica degli elementi di stemmi araldici e soldatini personalizzati (cavalieri e fanti, storici e fantasy, pezzi unici di produzione artigianale, con resine e vari materiali, scala 5cm/1m) che riproducono esattamente le insegne araldiche dei nostri committenti. La genealogia è lo studio scientifico dello sviluppo storico delle famiglie e delle comunità e con accurate ricerche si può verificare e provare l’appartenenza ad una stirpe nobile, tutelandone il patrimonio culturale ed identitario. Tramite serissimi giuristi, professionisti, archivisti e ricercatori universitari, esperti di livello internazionale, offriamo, nella massima riservatezza e discrezione, consulenza (approfondita, documentata e asseverata) in materia genealogica e storico-nobiliare, verificando la realtà dei fatti,  al fine di ottenere eventuali riconoscimenti giuridici ufficiali (di titoli e stemmi legittimi) ed aggiunte anagrafiche di cognomi e predicati, con la possibilità di accedere ai circoli aristocratici più esclusivi ed ai massimi gradi dei principali ordini cavallereschi.

martedì 19 maggio 2015

venerdì 13 marzo 2015

giovedì 15 gennaio 2015

Foto storiche di Giuseppe Ganassini.

 
Il N.H. Conte Cavaliere di Gran Croce Dott. Giuseppe Giustiniano Virginio Ganassini di Camerati, Patrizio Veneto e Signore di Lumiago, Vice Luogotenente e Cerimoniere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, legge l'elenco dei nuovi cavalieri insigniti a Verona. Nella foto, anni 1960-1970, si riconoscono anche il Vescovo, Sua Eccellenza Monsignor Angioni, e Sua Altezza Serenissima il Principe Don Carlos Ludovico Gonzaga di Vescovado.